La procura ha aperto il fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti per il decesso del piccolo albanese di 11 mesi, stroncato da un arresto cardiaco, dopo averne, subito tre durante la notte tra il 6 e il 7 gennaio scorsi.

Il pubblico ministero, Francesco Puleio, affiderà l’incarico al medico legale, Francesco Coco medico e a Massimo Pirantello, direttore nel reparto di Neonatologia  e Terapia Intensiva  all’ospedale Umberto I di Siracusa il 12 gennaio prossimo. E’ probabile che le operazioni peritali vengano effettuate nel pomeriggio dello stesso giorno. Le uniche persone a cui il pm ha notificato la notizia della perizia, quale atto irripetibili, sono le parti offese: i genitori della vittima, i coniugi albanesi di 30 e 27 anni. Loro potranno essere presenti con i loro legali e periti durante l’esame autoptico. Marito e moglie però ad oggi non hanno formalmente sporto denuncia ai carabinieri, che stanno seguendo le indagini, per la morte del figlioletto.

I militari dell’Arma erano intervenuti intorno alle 21 del 6 gennaio quando una pediatra dell’ospedale “Maria Paternò Arezzo” di Ragusa Ibla aveva raccontato di essere stata aggredita da una signora albanese: quest’ultima, appunto, è la madre del bambino di 11 mesi.

Dopo quattro ricoveri per nausea e diarrea, il bambino è stato tenuto due ore in osservazione, il 6 gennaio, poi i medici avevano sollecitato gli elisoccorsi da Catania e Caltanissetta ma erano impegnati per altre emergenze, infine l’ultima speranza era il trasferimento a Palermo ma, secondo quanto riferito dagli inquirenti, il mezzo non era partito a causa del maltempo. I dottori avevano pensato di portare in ambulanza il paziente all’ospedale di Messina ma tutta la notte è stato un susseguirsi di arresti cardiaci, almeno quattro. L’ultimo non ha dato scampo al piccolo di 11 mesi.

L’Asp ha già avviato un’indagine interna, parallela alla procura, per accertare l’intero iter clinico-assistenziale e ha disposto accertamento diagnostico per ricercare eventuali ulteriori cause del decesso.

La procura vuole accertare la responsabilità di terzi.

Viviana Sammito