Scicli – La protesta dei tir blocca il florovivaismo: 100mila euro di fiori fermi e 60 dipendenti a casa
- 19 Ottobre 2026 - 22:38
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Centomila euro di orchidee e rose acquistate in Olanda mai arrivate, crisantemi per le festività di Ognissanti e ciclamini pronti per la consegna che rischiano di rimanere invenduti. È il bilancio drammatico della protesta degli autotrasportatori per la FlorGuarino di Scicli, una delle aziende florovivaistiche più moderne del Sud Italia.
A lanciare l’allarme è il titolare Francesco Guarino, la cui azienda associata a Coldiretti si estende su 75mila metri quadrati con oltre 5 milioni di piante coltivate tra produzione e commercializzazione.
“Oggi ho merce acquistata dall’Olanda, orchidee e rose, parzialmente non arrivata per 100 mila euro – denuncia Guarino – Ma ho anche crisantemi, che avremmo dovuto vendere per le festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, e ciclamini di nostra produzione che avrei dovuto consegnare e non so se i miei clienti li vorranno ancora. Ho ordini già annullati per 20mila euro. Tutto a causa della legittima protesta degli autotrasportatori”.
Una situazione di stallo che mette a rischio un prodotto altamente deperibile e già pagato.
“Abbiamo comprato dei fiori da altre regioni che sono fermi in qualche parte d’Italia. Un camion con il mio prodotto è a Gioia Tauro pieno di piante e fiori dall’Olanda che avremmo dovuto consegnare oggi, che probabilmente non consegneremo mai”, continua l’imprenditore.
Il danno non riguarda solo le importazioni. Anche la produzione interna è paralizzata: “Tutte le nostre coltivazioni sono rimaste dentro. E non c’è modalità di inviarle: per domani avrei dovuto consegnare 150 carrelli di basilico, parliamo di 12mila piante. Non le posso tenere all’infinito dentro la serra. Oppure i ciclamini: tutte produzioni ferme destinate a supermercati e grossisti in Sicilia e Calabria”.
Guarino chiude con una riflessione amara sul futuro dei suoi lavoratori: “So che i fiori non sono un bene di prima necessità come le verdure e la frutta però il danno economico alle aziende è notevole. Pensiamo ai dipendenti. Io ho 60 persone a casa da tre giorni. Se il prodotto arrivasse domani forse potremmo limitare il danno”.













