Tumore al seno: Catania e Barcellona insieme per nuove strategie di cura più personalizzate
- 21 Ottobre 2026 - 13:48
- 0
La Ricerca sostenuta da Fondazione Humanitas Sicilia coinvolge donne in cura in Humanitas Istituto Clinico Catanese e si sviluppa nei laboratori dell’IDIBAPS di Barcellona. Lo studio sul carcinoma mammario HR+/HER2-negativo riguarda il 70% delle pazienti.
La sfida di un nuovo progetto di Ricerca internazionale in Sicilia mette al centro il carcinoma mammario HR+/HER2-negativo, la forma più diffusa di tumore al seno, che riguarda circa il 70% delle pazienti con tumore alla mammella.
Lo studio sulla terapia neoadiuvante e la medicina personalizzata è sostenuto direttamente da Fondazione Humanitas Sicilia (FHS) ed indaga sui nuovi modelli predittivi di risposta alle cure.
«Quando il carcinoma mammario HR+/HER2-negativo si presenta in forma avanzata – spiega il prof. Paolo Vigneri, responsabile dell’Oncologia Medica Universitaria di Humanitas Istituto Clinico Catanese e Coordinatore del Comitato Scientifico di FHS – il tumore è già di grandi dimensioni e ha interessato diversi linfonodi. Spesso, prima di intervenire chirurgicamente, si tende a utilizzare la chemioterapia, ma le risposte potrebbero non essere soddisfacenti. Per questo, insieme alla Fondazione IDIBAPS di Barcellona (Institut d’Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer), abbiamo individuato oltre 100 pazienti che hanno effettuato la terapia neoadiuvante e stiamo analizzando le caratteristiche genetiche e molecolari dei loro tumori primitivi e quelle dei residui identificati dopo la chirurgia. L’obiettivo è individuare dei biomarcatori predittivi di risposta, al fine di capire quali donne traggono beneficio dal trattamento chemioterapico pre-intervento».
Lo studio è condotto da Humanitas Istituto Clinico Catanese in collaborazione con il prof. Francesco Schettini del gruppo di Genomica Traslazionale, Terapie Mirate e Personalizzate nei Tumori Solidi della Fondazione IDIBAPS di Barcellona, una sinergia internazionale che amplia gli orizzonti della Ricerca.
«Individuare nuovi bio marcatori predittivi di risposta – spiega la dott.ssa Sabrina Nucera, ricercatrice e oncologa in Humanitas Istituto Clinico Catanese coinvolta nel progetto di Ricerca – consentirebbe di prevedere quali pazienti rispondono meglio al trattamento chemioterapico, e valutare per le altre pazienti strategie terapeutiche alternative come l’endocrinoterapia, che consiste nell’utilizzo di farmaci al fine di bloccare o modificare l’azione degli ormoni nel corpo per rallentare o fermare la crescita di tumori ormonodipendenti o ormonosensibili».
Lo studio si basa sull’analisi molecolare dei tessuti tumorali prelevati prima e dopo la chemioterapia preoperatoria. Obiettivo finale: poter offrire alle donne cure mirate e scelte terapeutiche più personalizzate.













