La Sicilia del 30 gennaio

di Carmelo Riccotti La Rocca

 

Si terrà il prossimo 4 febbraio a Ragusa l’udienza sul caso della bambina autistica di 6 anni che lo scorso anno rimase ustionata nel water di una scuola materna. Il Gip sarà chiamato a decidere se archiviare, come richiesto dalla Procura, o portare a processo l’insegnante e il collaboratore scolastico ritenuti, dai familiari della piccola, i maggiori responsabili di quanto accaduto.

I fatti si registrarono il 20 febbraio dello scorso anno. Dopo essere stata accompagnata in bagno la piccola iniziò a piangere e urlare, rifiutandosi di essere rivestita. Quando nel plesso arrivò il papà, lo stesso accompagnò la piccola al pronto soccorso dell’Ospedale di Ragusa dove le riscontrarono una ustione chimica ai glutei e agli arti inferiori prossimali trasferendola al Centro grandi ustionati presso l’Ospedale Cannizzaro di Catania con una prognosi di 20 giorni

Lì alla piccola, che ancora non è guarita del tutto, furono riscontrate nello specifico ustioni di secondo grado ai glutei e alla coscia destra, nonché ustioni di secondo e terzo grado alla coscia sinistra nella regione posteriore.




Durante le indagini gli inquirenti hanno focalizzato l’attenzione su una insegnante e un assistente scolastico per capire come quella mattina fosse stato pulito il Wc. Tutto ruota attorno al malfunzionamento del water che, risultando quella mattina otturato, venne aggiustato dall’insegnante. I due, inizialmente indagati per il reato di lesioni colpose, hanno sempre smentito di aver utilizzato prodotti chimici per la pulizia del bagno. Oggi si chiede quindi l’archiviazione, ma i genitori, assistiti dall’avvocato Michele Savarese (nella foto), non ci stanno e chiedono giustizia. “Non vi è alcun dubbio, afferma il legale- che nei bagni in uso ai piccoli alunni furono utilizzati dei prodotti chimici altamente corrosivi. Chiediamo al Tribunale di accertare se il personale scolastico ha adottato tutte le cautele possibili, poiché in caso contrario nessuna tolleranza potrà essere concessa a chi ha la responsabilità dell’incolumità dei bambini”.