Profonda soddisfazione viene espressa dal consigliere comunale Lorenzo Bonincontro per l’approvazione, durante la seduta del Consiglio Comunale di ieri sera, della mozione di indirizzo che ha presentato, insieme alla consigliera Desiré Ficili, per l’intitolazione della strada “Circonvallazione Ovest” (Via Noce), alla memoria dell’Onorevole Peppe Drago.

“Un sentito ringraziamento – scrive Bonincontro – va ai consiglieri che hanno votato favorevolmente questa proposta, ma soprattutto a chi ha voluto esprimerne un sincero apprezzamento attraverso parole toccanti e di grande stima durante i propri interventi in aula.  La mozione non è mai stata un atto politico, ma un gesto profondamente umano: un segno di gratitudine verso chi ha contribuito in maniera determinante a migliorare Scicli attraverso un’infinità di finanziamenti storici e opere strutturali fondamentali per la nostra comunità. L’intitolazione di questa arteria stradale – conclude il consigliere Lorenzo Bonincontro –  è davvero il minimo che la nostra città potesse fare per rendere il giusto merito e tributare un doveroso atto di riconoscenza all’On. Peppe Drago per tutto ciò che ha donato a Scicli.

La nota di Scicli Bene in Comune:

Nel Consiglio comunale abbiamo espresso il nostro no all’intitolazione della “Circonvallazione Ovest” di via Noce all’On. Giuseppe Drago.

Una posizione che non nasce dalla volontà di cancellare o negare il ruolo che Drago ha avuto nella storia politica e amministrativa di Scicli, né tantomeno il contributo che ha dato all’arrivo di importanti risorse economiche che hanno permesso la realizzazione di opere pubbliche ancora oggi presenti nella nostra città.

Ma una strada non è soltanto una targa.

Una strada è memoria. È identità. È il messaggio che una comunità sceglie di consegnare alle generazioni future.

Per questo riteniamo che, quando si decide a chi intitolare uno spazio pubblico, il criterio non possa essere soltanto quello delle opere realizzate o dei risultati ottenuti attraverso l’attività politica. Dobbiamo chiederci anche **quale esempio vogliamo offrire ai nostri giovani, quali valori vogliamo associare alla memoria pubblica della nostra città: il rispetto delle regole, delle istituzioni, della legalità e degli altri cittadini.

Le opere pubbliche restano e continueranno a far parte della storia di Scicli. Ma questo non significa che ogni contributo politico debba necessariamente tradursi in un’intitolazione.

Per questo abbiamo anche indicato una strada diversa, proponendo una riflessione su figure della nostra comunità che, per ragioni diverse, hanno lasciato un segno profondo nella storia sociale e culturale di Scicli.

Carmelina Trovato, protagonista delle lotte sociali e sindacali, prima donna iscritta al PCI di Scicli e figura importante nelle battaglie dei braccianti e per i diritti delle donne.

Rosetta Trovato, vittima di femminicidio nel 2012, il cui ricordo potrebbe diventare memoria pubblica e monito permanente contro ogni forma di violenza sulle donne.

Federico Borrometi, compositore e direttore della banda cittadina, le cui musiche fanno ancora parte della tradizione e dell’identità culturale di Scicli.

Vincenzo Portelli, antifascista, partigiano, tra i fondatori della cellula comunista sciclitana e protagonista delle lotte sociali e del movimento del “Non si parte”.

Quattro nomi diversi, quattro storie diverse, ma accomunate dall’idea che la memoria pubblica debba raccontare anche i valori, le battaglie e le persone che hanno contribuito a costruire la comunità nella quale viviamo.

Non diciamo che debbano essere necessariamente questi gli unici nomi. Diciamo che è arrivato il momento di aprire una riflessione seria e condivisa sulla nostra toponomastica, anche nel segno della parità di genere, perché ancora oggi la presenza delle donne nella memoria pubblica della nostra città è troppo limitata.

Nel corso della seduta, inoltre, la nostra consigliera Francesca Schirò si è autoindicata come capogruppo consiliare di Scicli Bene in Comune, assumendo così un ulteriore ruolo di rappresentanza del nostro gruppo all’interno del Consiglio comunale.

Perché una strada non è soltanto una strada.

È memoria.

È identità.

È un messaggio rivolto a chi verrà dopo di noi.

E noi vogliamo che quel messaggio dica che non conta soltanto ciò che si è ottenuto esercitando il potere, ma soprattutto come quel potere è stato esercitato.

Per questo abbiamo detto NO a questa intitolazione e SÌ a una riflessione più ampia e condivisa su chi meriti davvero di essere ricordato, ogni giorno, nel nome di una strada della nostra città.