Sette misure cautelari personali sono in corso di esecuzione a Siracusa nell’ambito dell’operazione anticorruzione “Nexus”, che riguarda gli appalti pubblici del Comune. L’indagine è condotta dalla Digos della Polizia di Stato e coordinata dalla Procura europea (Eppo), ufficio di Palermo.

Al centro dell’inchiesta una presunta associazione a delinquere dedita alla corruzione nelle procedure di affidamento degli appalti.

Gli investigatori puntano a ricostruire il funzionamento del sistema illecito e ad accertare le responsabilità delle persone coinvolte.

L’operazione è ancora in corso e non sono stati resi noti i nomi dei destinatari delle misure cautelari.

Ulteriori dettagli saranno comunicati dagli inquirenti nelle prossime ore.

AGGIORNAMENTO ore 11:15

Ci sono politici e un carabiniere tra i 7 indagati in un’inchiesta su appalti truccati al Comune di Siracusa. Ai domiciliari è finita pure C.C., ex assessore alle Pari opportunità per 3 anni nella giunta dell’attuale sindaco Francesco Italia, eletta consigliera comunale nella lista Francesco Italia sindaco e poi nominata vicepresidente del Consiglio comunale, ruolo che ricopre attualmente.

Secondo la Procura C.C., d’accordo con un Ingegnere comunale, responsabile unico del procedimento per i lavori di primo ampliamento dell’Ostello per i migranti di Cassibile, e con un carabiniere per cui il gip ha disposto il carcere, in cambio di 10 mila euro e vantaggi elettorali ha assicurato un canale preferenziale ad alcuni imprenditori per l’aggiudicazione di appalti pubblici grazie agli affidamenti diretti.

Un escamotage favorito dall’assenza di controlli da parte del Consiglio comunale all’epoca sciolto. In particolare sotto la lente degli inquirenti è finito l’appalto per la realizzazione dell’ostello di Cassibile, destinato ad alloggiare i migranti occupati nell’agricoltura e finanziato anche con i fondi del Pon Legalità. Per l’Ingegnere, che avrebbe ricevuto 200 euro al mese in cambio della sua complicità, il gip ha disposto l’interrogatorio preventivo.

Il carabiniere, che avrebbe fatto da tramite tra la politica locale e gli imprenditori favoriti, sarebbe stato ricompensato con una sorta di stipendio mensile. Il militare è anche indagato per rivelazione di notizie riservate: avrebbe in più occasioni informato persone di indagini a loro carico.

Coinvolto anche un gruppo di imprenditori attivi nel settore delle costruzioni. ll gip nella misura cautelare descrive una gestione della funzione pubblica piegata a interessi personali, economici ed elettorali.

Nel corso delle indagini è stato trovato un pizzino con l’elenco delle imprese considerate “amiche” che sarebbe stato consegnato a un politico in vista di successive procedure di affidamento di appalti. Dalle intercettazioni emergono un patto di riservatezza tra i protagonisti, l’uso di sistemi di comunicazione ritenuti non tracciabili e la disponibilità ad adattare successivamente la documentazione amministrativa per giustificare anomalie già emerse nell’esecuzione di lavori pubblici.

In una conversazione il politico coinvolto riferendosi ai lavori già attribuiti alle imprese vicine avrebbe sottolineato come fosse stato loro assegnato “tanto” e “oltre misura”, osservando che difficilmente un’impresa avrebbe potuto ottenere in un solo anno un simile volume di lavori: vicino al milione di euro.