L’ultimo rapporto sulle province italiane redatto dall’Osservatorio dei consulenti del lavoro rileva la provincia di Ragusa in coda alla classifica per stipendi medi con un importo pari ad euro 1070, mentre in testa c’è Bolzano con un importo medio di 1500.




“Un dato che purtroppo non ci stupisce al quale eravamo, in un certo senso, anche preparati – afferma Giuseppe Scifo, segretario provinciale della CGIL -. Si tratta un livello di retribuzione molto basso rispetto non solo alle realtà del nord dove è stato rilevato il dato medio più alto, ma anche rispetto al sud e alla Sicilia. Pur non avendo un riscontro su base statistica circa l’andamento delle retribuzioni, assistiamo giornalmente a fenomeni di irregolarità, sfruttamento e dumping contrattuale il cui risultato si evidenzia anche come dato statistico.

Si è sempre più diffusa negli ultimi anni – aggiunge Scifo -, la tendenza ai part time non reali, alle diverse forme di irregolarità “ formali” come ad esempio i giorni di assenza volontaria nelle buste paghe, mente i lavoratori sono a full time ed oltre, e non fanno mai nessun giorno di assenza reale dal posto di lavoro. Il dato sulle basse retribuzioni pone anche una questione di carattere contributivo, poiché ad esse corrispondono versamenti previdenziali altrettanto bassi, il che significa: mettere in crisi il sistema previdenziale nel presente e nel futuro. Questo ultimo aspetto chiama in causa anche l’Inps che attraverso i propri organi ispettivi potrebbe avviare attività di controllo  partendo dalla verifica sulla veridicità dei part time. Sarebbe molto utile alle lavoratrici e ai lavoratori costretti a subire condizioni di lavoro sottopagato dettato dalla ricattabilità a cui ci siamo ridotti per via della crisi, della disoccupazione dilagante e soprattutto per l’idea diffusa a livello politico ed istituzionale sulla svalutazione del valore sociale del lavoro. La Cgil – si legge in una nota stampa – continua la propria battaglia affinché possano funzionare gli organi di controllo e di tutela del lavoro. Ribadiamo la necessità di una presa in carico delle problematiche qui trattate da parte del Governo regionale, che fino ad oggi non risponde alle nostre sollecitazioni confermando l’insensibilità nei confronti di queste gravi situazioni che  denigrano la dignità di  migliaia di lavoratrici e lavoratori”.