Ispica – Bambini di 11 anni ubriachi la notte di halloween, il racconto di una cittadina
- 2 Novembre 2026 - 7:16
- 0
“Non ho chiuso occhio per tutta la notte, con il cuore pesante e la mente fissa su una scena da incubo che non possiamo più fare finta di non vedere. Sul corso, nella piazzetta della Santissima Annunziata, era un vero e proprio inferno.” Inizia così il racconto di una donna residente a Ispica, che sui social ha voluto portare a conoscenza quanto ha vissuto nella notte tra il 31 ottobre e l’1 novembre.
“Ho vissuto tutto questo in prima persona – racconta la donna -: ero lì e ho fatto di tutto per dare una mano ad alzarli da terra e a reggerli per impedire che cadessero, perché bambini di appena 11 anni ridotti in quelle condizioni non stavano nemmeno in piedi. Una delle bambine era caduta vicino a un locale nella piazzetta santissima Annunziata mi sono avvicinata per aiutarla a reggersi in piedi, e lei è entrata dentro l’attività accasciandosi su una sedia, piangendo e ripetendo disperata: “Non vedo, non vedo”.”
La donna ha anche scritto altri gravi particolari sulla vicenda, e ieri, sempre sui social, è intervenuto il Primo Cittadino.
Muraglie ha scritto: “Quello che è accaduto ieri sera nella nostra città ci riguarda tutti. Prima di ogni altra parola, il pensiero va a lei e alla sua famiglia, a cui va la nostra vicinanza e il rispetto del silenzio che meritano. Su una minorenne non si fanno congetture né si cercano colpevoli sui social.
Un episodio così non si archivia come “fatto di cronaca”. Ci dice che la soglia dell’età si è abbassata e che il disagio dei più giovani arriva prima di quanto siamo pronti a riconoscere. Non è un problema di una famiglia o di una scuola, ma di una comunità intera, e una comunità si misura da come reagisce. Allarmarsi per un giorno non basta, serve restare accanto ai ragazzi nei giorni normali. Non chiediamo a nessuno di essere perfetto, chiediamo a tutti di esserci. Una città che ascolta i suoi ragazzi prima che stiano male è una città che li protegge”, conclude il Sindaco.
Quanto successo a Ispica è un grave fatto, non si può rimanere indifferenti. Bambini. Non ragazzini, bambini di 11 anni, ubriachi per strada. Una scena che non dovrebbe esistere. La domanda è una sola, semplice e scomoda: come hanno avuto l’alcol?
In Italia la legge è chiarissima. Dal 2012 è vietata la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni. Sotto i 16 è addirittura un reato penale per chi vende. Non c’è zona grigia, non c’è “sembrava più grande”. Un gestore ha l’obbligo di chiedere un documento.
Eppure succede. Succede perché in troppi locali non si chiede. Per non perdere un cliente, per fretta, per menefreghismo. Perché è più facile versare uno spritz in un bicchiere di plastica che assumersi la responsabilità di dire di no.
E succede perché i controlli sono quasi inesistenti. Si multa il parcheggio in doppia fila, ma raramente si entra in un bar per verificare a chi si sta servendo da bere.
Non è una ragazzata. Un bambino di 11 anni ubriaco è un’emergenza sanitaria, è un fallimento degli adulti. Servono meno chiacchiere e più responsabilità. E più controlli, subito.













