Si celebra oggi, 18 marzo, la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di COVID-19”, prevedendo alcune iniziative celebrative ed informative nonché di sostegno economico alla ricerca.

La norma prevede che la Repubblica riconosca il 18 marzo di ciascun anno come “Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell’epidemia da coronavirus”, al fine di conservare e di rinnovare la memoria di tutte le persone che sono decedute a causa di tale epidemia. Viene poi previsto che in occasione della Giornata nazionale, in tutti i luoghi pubblici e privati sia osservato un minuto di silenzio dedicato alle vittime dell’epidemia.

Infine, viene stabilito che la Giornata nazionale non determini effetti civili ai sensi della legge n. 260/1949.

Una giornata nazionale della memoria, una giornata commemorativa COVID, è essenziale per poter dare alle persone il tempo e lo spazio per piangere e, principalmente, ricordare. Quindi, avere un giorno del ricordo è solo la punta dell’iceberg per assicurarsi che individui che sono stati contrassegnati dal COVID abbiano lo spazio e il supporto per capire cosa è successo e perché.

Non possiamo fare a meno di pensare anche agli storici a cui è stato affidato il compito di ricordare la pandemia del 1919, dell’influenza terribile e, nonostante tutto, della sensazione forte che c’era di andare avanti. Non ci sono molti memoriali, purtroppo, di questo tipo e molto è caduto nell’oblio della storia.




È necessario che ciascuno di noi si impegni per non dimenticare mai questi lunghissimi mesi e per documentare anche nei libri di storia la verità non verniciata di ciò che è accaduto in modo da evitare che ciò accada di nuovo.

È, inoltre, previsto che in occasione della Giornata nazionale, al fine di commemorare le lavoratrici ed i lavoratori deceduti in servizio durante l’epidemia, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del D.Lgs n.165/2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), possono delegare l’amministrazione di appartenenza ad effettuare una trattenuta dell’importo corrispondente alla retribuzione loro spettante per una o più ore di lavoro in favore del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST) di cui all’articolo 1, comma 870, della legge n. 296/2006 (Legge finanziaria 2007), al fine di sostenere la ricerca scientifica. Tale facoltà è riconosciuta anche ai dipendenti del settore privato. La definizione delle modalità di applicazione delle disposizioni descritte è rimessa a un apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

L’articolo 3 prevede che al fine di

Continua a leggere NoveTv

la nostra Lettura diventa Premium

Sostienici o Accedi per sbloccare il contenuto!


SOSTIENICI


Hai perso la password?