La Procura di Termini Imerese ha fatto notificare provvedimenti cautelari a cinque casellanti del Consorzio autostrade siciliane accusati di aver fatto la cresta sui pedaggi degli automobilisti ai caselli di Catania e Messina.

A renderlo noto è stato il presidente del Cas, Filippo Nasca.

L’inchiesta è stata avviata da una denuncia presentata nel 2025 dai vertici del consorzio, dopo l’emersione di presunti ammanchi, addirittura in termini di qualche milione di euro. I casellanti sarebbero riusciti a far apparire più breve il percorso dell’automobilista in modo da potere intascare parte del pedaggio che i guidatori pagavano per intero. I 5 sono stati sospesi.