“Suscitò una reazione polemica e qualcuna scomposta il voto contrario del nostro consigliere Giorgio Vindigni (Mirabella Felicia assente) al rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2018 votato a maggioranza in consiglio comunale di mercoledì 8 gennaio. Le motivazioni per le quali fu deciso quel voto contrario stanno oggi alla base della dichiarata incostituzionalità dell’articolo 2, comma 6 del decreto legge n. 78 del 2015 e 1, comma 814, della legge n. 205 del 2017, per contrasto con gli articoli 81, 97, primo comma, e 119, sesto comma, della Costituzione. Illegittimità costituzionale sancita dalla Corte Costituzionale con la sentenza n° 4 del 2020”. Questo quanto affermato dal direttivo di Cittadini per Scicli in una nota stampa, dove si legge ancora: “Nei fatti il “Giudice delle leggi” ha stabilito il divieto di utilizzare le anticipazioni di liquidità per modificare il risultato di amministrazione e per assicurare nuove forme di copertura giuridica della spesa.




Il consiglio comunale di Scicli e la sua maggioranza “civici e progressisti” hanno intrapreso per votare ed adottare l’atto, la strada opposta facendo leva su una norma oggi dichiarata costituzionalmente illegittima.

La sentenza spiega che l’inidoneità delle anticipazioni a rimuovere situazioni di deficit strutturale deriva non solo dal contrasto con l’articolo 119, sesto comma, della Costituzione, ma anche da dati elementari dell’esperienza, secondo cui solo un investimento efficace può assicurare, attraverso positivi effetti sul patrimonio della comunità di riferimento, la compensazione con i debiti che si contraggono attraverso l’assunzione del prestito.

Ma c’è di più. La Corte Costituzionale, nel chiarire gli effetti della sentenza sulla gestione contabile degli enti locali che hanno fatto riferimento alle norme illegittime e ai propri disavanzi, precisa che ciascun ente rideterminerà correttamente i propri disavanzi e provvederà agli accantonamenti secondo le disposizioni vigenti al tempo di ciascuno dei pregressi esercizi.

Ci appare chiaro  ed evidente – si legge ancora nel documento – quali saranno le conseguenze pratiche di una sentenza di questa natura che si porterà con sé il rischio reale di una maggiore difficoltà finanziaria da parte dell’ente, a fare fronte agli accantonamenti secondo quanto stabilito dalle norme in vigore.

Il consigliere Giorgio Vindigni aveva esplicitato in sede consiliare questa problematica in quanto la norma applicata dalla maggioranza del civico consesso era già sottoposta al giudizio di incostituzionalità che oggi è stato sancito in modo netto e chiaro.

La riflessione politica è amara. Siamo stati Cassandre rispetto ad un atteggiamento dei gruppi di maggioranza disinvolto, presuntuoso ed arrogante in quanto fondato sulla forza dei nuovi numeri.

Tutte “belle qualità” che s’intestano a chi è colto, in modo irreversibile in politica come nella vita, di delirio di onnipotenza. Brutta faccenda per chi deve amministrare un ente che viaggia nelle acque perigliose della precarietà finanziaria ed economica.

Un bel tocco di umiltà e un atterraggio tra le cose terrene sarebbero salutari non solo a chi al momento governa la città ma soprattutto ai cittadini che ne gioverebbero in termini di sicurezza e di affidabilità amministrativa e politica. C’è bisogno di responsabilità amministrativa – affermano ancora Cittadini per Scicli -, la nostra città ne ha sempre più necessità.”

Ecco qui di seguito il comunicato stampa della Corte Costituzionale




ENTI LOCALI, ILLEGITTIMO L’USO DELLE ANTICIPAZIONI DI  LIQUIDITÀ PER ALTERARE IL RISULTATO DI
AMMINISTRAZIONE E COPRIRE NUOVE SPESE

Le anticipazioni di liquidità sono utilizzabili dagli enti locali in senso costituzionalmente conforme solo per pagare passività pregresse iscritte in bilancio, in quanto sono prestiti di carattere eccezionale finalizzati unicamente a rafforzare la cassa quando l’ente non riesce a pagare le passività accumulate negli esercizi precedenti.

Lo ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza n. 4 del 2020 (relatore Aldo Carosi) nel dichiarare costituzionalmente illegittimi gli articoli 25 del decreto legge n. 78 del 2015 e 1, comma 814, della legge n. 205 del 2017, per contrasto con gli articoli 81, 97, primo comma, e 119, sesto comma, della Costituzione. La Corte ha così ribadito il divieto di utilizzare le anticipazioni di liquidità per modificare il risultato di amministrazione e per assicurare nuove forme di copertura giuridica della
spesa.

La sentenza spiega che l’inidoneità delle anticipazioni a rimuovere situazioni di deficit strutturale deriva non solo dal contrasto con l’articolo 119, sesto comma, della Costituzione, ma anche da dati elementari dell’esperienza, secondo cui solo un investimento efficace può assicurare, attraverso positivi effetti sul patrimonio della comunità di riferimento, la compensazione con i debiti che si contraggono attraverso l’assunzione del prestito.

La questione era stata rimessa in via incidentale dalle Sezioni riunite in speciale composizione della Corte dei conti in ordine a un ricorso del Comune di Napoli contro una delibera della sezione regionale di controllo della Campania che aveva accertato il difetto di copertura di alcune partite di spesa, assumendo misure interdittive.

Il giudice rimettente, dopo aver sospeso gli effetti della pronuncia di controllo, aveva tuttavia sollevato le questioni di costituzionalità – accolte dalla Consulta – relativamente alle norme che consentivano l’utilizzazione costituzionalmente vietata
delle anticipazioni di liquidità.

La Corte ha anche riaffermato la distinzione tra le funzioni esercitate dalla Sezione delle autonomie e dalle Sezioni riunite in speciale composizione della Corte dei conti: alla prima spetta la funzione di uniformare l’attività consultiva quando nelle sezioni regionali di controllo si crea un contrasto sulle modalità applicative delle tecniche contabili; alle seconde il sindacato giurisdizionale sui controlli di legittimitàregolarità che le Sezioni regionali della Corte dei conti esercitano sugli enti territoriali. Ciò con giurisdizione di merito in unico grado e in via esclusiva come previsto nel nuovo Codice di giustizia contabile. Sono stati poi chiariti gli effetti della sentenza sulla gestione contabile degli enti locali che abbiano applicato le norme illegittime ai propri disavanzi: ognuno rideterminerà correttamente i propri disavanzi e provvederà agli accantonamenti secondo le disposizioni vigenti al tempo di ciascuno dei pregressi esercizi.

Infine, è stato rivolto un monito al legislatore statale sulla necessità di attuare concretamente il dettato costituzionale dell’articolo 119 della Costituzione in termini di trasferimento delle risorse in favore delle comunità territoriali con minori capacità fiscali per abitante, al fine di consentire l’effettiva erogazione dei servizi e delle prestazioni costituzionalmente necessarie.

Roma, 28 gennaio 2020 Palazzo della Consulta, Piazza del Quirinale 41 Roma – Tel. 06.46981/06.4698224/06.4698376