E’ stato condannato il padre violento di Scicli, un 40enne che nel febbraio 2025 ha cagionato gravi lesioni al figlio di 5 anni.

Il piccolo era stato ricoverato in ospedale con fratture alle braccia e ad una gamba.

Secondo quanto emerso nel corso del processo, i medici che avevano preso in carico il bambino avevano immediatamente segnalato la situazione alle autorità, insospettiti dalla natura e dalla dinamica delle fratture. Da lì era partita l’indagine che ha portato alla ricostruzione dei fatti e, infine, alla condanna del padre.

L’uomo è stato condannato a 4 anni di reclusione.

Per difendersi dalle accuse, il padre violento, nel corso del primo interrogatorio di garanzia davanti al giudice Eleonora Schininà, il magistrato che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, aveva riferito di non avere causato le ferite volontariamente, di avere abbracciato con forza il bambino ma di non essersi reso conto di avergli causato fratture agli arti.

Ripercorriamo i fatti

Il bambino era stato soccorso dal 118 il 4 febbraio 2025, i genitori avevano riferito al personale intervenuto che il figlio si era ferito a causa di una caduta accidentale.

Da accertamenti eseguiti dai Medici è però emersa un’altra verità: il piccolo aveva braccio e gamba fratturate e la causa non era imputabile ad una caduta; la verità era un’altra, e molto ben più grave: il bambino era stato picchiato.

I sanitari hanno immediatamente allertato i carabinieri. Dopo giorni di indagini coordinate dalla Magistratura e a seguito di elementi raccolti dai militari, i magistrati hanno poi disposto il provvedimento cautelare per il papà violento sciclitano.

Erano stati i sanitari del 118 intervenuti a casa del bambino di 5 anni a capire che il piccolo era stato picchiato.

“Era in pessime condizioni”, hanno dichiarato l’anno scorso, davanti alle telecamere di una emittente nazionale i due soccorritori della Seus 118, che erano intervenuti a Scicli per soccorrere il piccolo.

“Abbiamo subito intuito che non erano state causate da una caduta dal letto o dalle scale le ferite, bensì da percosse. A bordo dell’ambulanza siamo andati a Scicli in seguito a una richiesta di intervento per un bimbo caduto da un letto. Arrivati a casa sua lo abbiamo trovato in pessime condizioni: aveva, infatti, in tutto il corpo ematomi ed ecchimosi e pure evidenti fratture a una gamba e a un braccio, tutti chiari indizi di violenze subìte”, hanno raccontato i due soccorritori, che hanno quindi lanciato l’allarme. “Abbiamo avvisato la centrale operativa del 118 che si trattava di un ‘codice rosa’ – dicono -. Dalla centrale hanno quindi avvisato sia i carabinieri che l’ospedale di Modica, dove nel giro di pochi minuti siamo giunti con il bimbo affidandolo alle cure degli operatori sanitari”.

“Il bambino – hanno ancora raccontato i due – era seduto, molto spaventato, non diceva nulla e teneva gli occhi bassi. Abbiamo notato che aveva una mano gonfia. Appena la mamma lo ha preso in braccio il piccolo ha iniziato a gridare e scalciare per il forte dolore. Il bimbo presentava ripetute ecchimosi sul corpicino, conseguenza probabilmente di una grave situazione prolungatasi nel tempo. Alla versione della mamma non abbiamo creduto; sembrava che volesse nascondere qualcosa. Era palese che quelle ferite fossero riconducibile ad altro rispetto alla versione da lei raccontata”.

Anche la moglie, un mese dopo i gravi fatti accertati, aveva dichiarato di aver subito violenza dall’uomo.