La Procura di Ragusa ha chiuso le indagini sull’omicidio del 41enne sciclitano Giuseppe Ottaviano, trovato morto nella sua abitazione di Scicli il 12 maggio 2024.

Per omicidio aggravato sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati.

Il primo, il 43enne Gianni Agosta, è già in carcere dal 5 novembre scorso; il presunto complice è a piede libero ed è difeso dall’avvocato Edoardo Cappello. Per favoreggiamento è indagata anche la compagna del 43enne, ex fidanzata di Ottaviano.

Stando a quanto emerso nel corso dell’inchiesta il movente del delitto sarebbe passionale. Poche settimane prima dell’omicidio infatti si sarebbe interrotta la relazione decennale tra la donna e Ottaviano; quest’ultimo però non si sarebbe rassegnato ed avrebbe tentato di recuperare il rapporto con la donna. La sua presunta insistenza però “aveva destato risentimento e astio da parte del nuovo compagno della ragazza”, ha spiegato il Procuratore Capo di Ragusa, Francesco Puleio.

Secondo la ricostruzione, Agosta, nuovo compagno della donna, avrebbe vissuto quei contatti che Ottaviano aveva con la donna come una minaccia alla propria relazione.

Per gli inquirenti, proprio questo risentimento avrebbe spinto il 43enne a presentarsi a casa di Ottaviano insieme al 27enne, con l’intenzione di “chiarire” la situazione. L’incontro sarebbe però degenerato rapidamente in un’aggressione violenta, culminata in colpi che hanno provocato fratture alla testa e al torace, causando la morte della vittima dopo ore di agonia.

L’omicidio è aggravato anche dalla minorata difesa della vittima, dovuta ad uso di sostanze stupefacenti, farmaci e alcool.

Le indagini vennero affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa, che hanno proceduto unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, ai militari della Tenenza di Scicli e ai tecnici del Ris di Messina.

Rimane da chiarire il ruolo avuto dalla donna in tutta la vicenda.