Stamattina nella Chiesa del Carmine di Scicli i funerali della Professoressa Maria Teresa Spanò, deceduta lo scorso giovedì.

Sono tantissimi in questi giorni gli attestati di cordoglio postati sui social, e non solo; ieri sera, Don Davide Lutri ha ricordato Maria Teresa Spanò al termine di uno spettacolo teatrale che si è svolto in Piazza Italia. A lei – che amava il teatro, le tradizioni popolari, il dialetto siciliano, quello sciclitano in particolar modo –  è stato dedicato l’appuntamento di ieri sera.

Anche la regista Alessia Scarso ha fatto un post sulla sua pagina social.  Maria Teresa Spanò nelle prime ore del 16 febbraio 2009 ha perso il figlio Ciccio, investito mentre viaggiava a bordo del suo scooter sul ponte Guerrieri a Modica. La notte precedente il funerale, il cane Italo, fa la veglia davanti alla chiesa e il giorno dopo, tra lo stupore di tutti, apre il corteo funebre davanti alla bara. Un fatto che nessuno ha mai dimenticato, e che è stato raccontato anche nel film ITALO.




Ecco qui di seguito, il post di Alessia Scarso:

“Ce l’hai messo il funerale di mio figlio nel film?”.

Era entrata nell’ufficio di produzione e aveva chiesto della regista. Così, dopo un cordiale saluto, mi aveva consegnato quella frase. Diritta e diretta. Non la conoscevo ma ho capito subito. Le ho sorriso, le ho risposto “Certo che l’ho messo”. Sono seguiti dei minuti in cui ci siamo scambiate qualche breve battuta, in cui mi ha raccontato meglio chi fossero gli allegri vegliardi con cui condividevamo gli spazi e che il venerdì sera cantavano nella sala accanto, in quegli stessi luoghi che sono stati Commissariato di Vigata, uffici di produzione di Italo e sala prove di Energia e Simpatia, il meraviglioso gruppo fondato da lei a Scicli.

E però la professoressa Spanò non conosceva il backstage della scena del funerale: era stata tagliata per motivi di budget. Avevo insistito moltissimo per tenerla ma non ci ero riuscita. Era diventato un pensiero così ossessionante per me che a casa se n’era accorto mio padre.

“Che hai?”

“Niente. Non posso fare la scena del funerale”.

Ma la magia del cinema è potente, cosi accadde che mio padre mi regalò la disponibilità di una bara sul set, la costumista procurò quattro abiti scuri e li fece indossare a quattro ragazzi di produzione, e tra un ciak e l’altro a San Bartolomeo in dieci minuti abbiamo girato quella scena, complice Tomak, il cane che aveva interpretato Italo, che seguì la bara ubbidiente.

La professoressa Spanò non ha mai saputo di queste tribolazioni. Al cinema ha visto Italo accompagnare un feretro, e lei e io, e chissà quanti altri, sapevamo che lì c’era Ciccio, suo figlio.

Nel tempo che seguì subito dopo l’ho seguita saltuariamente, durante i concerti, tra le sue allegre provocazioni, e l’ho ammirata molto. Avrei potuto ascoltarla per ore, e lei per ore non si sarebbe fermata.

La vita poi prosegue nel tempo e nello spazio e non l’ho più rivista per tanti anni. Sono tantissimi i gesti, le immagini, i sorrisi leggeri che mi porto dentro. E chi racconta storie, si sa, prima o poi le tira fuori.

Buon viaggio Professoressa Spanò