Un confronto operativo per affrontare le criticità della salute mentale in Sicilia, con particolare attenzione alla qualità dei percorsi terapeutico-riabilitativi, all’organizzazione dei servizi e al ruolo delle strutture che quotidianamente assistono le persone con disturbi psichici. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’incontro che si è svolto martedì 27 ottobre a Palermo tra l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, e il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale in Sicilia, al quale ha preso parte anche Giulia Cappadona, presidente di FENASCOP Sicilia e vicepresidente nazionale della Federazione.

La riunione, durata oltre tre ore, ha segnato l’avvio di un percorso di confronto istituzionale che prevede l’attivazione di tavoli di lavoro dedicati alle principali problematiche del sistema regionale della salute mentale. Un passaggio significativo dopo anni di richieste e proposte avanzate dalle associazioni, con l’obiettivo di individuare soluzioni operative e tempi verificabili.

Tra le questioni affrontate assume particolare rilievo quella delle Comunità terapeutiche assistite (CTA), strutture che svolgono un ruolo fondamentale nei percorsi di cura e riabilitazione delle persone con disturbi psichici. Nel corso dell’incontro è stata comunicata l’intenzione di modificare alcune disposizioni delle convenzioni che regolano il funzionamento delle CTA, con l’obiettivo di favorire il rientro degli utenti nel proprio contesto familiare e sociale e rendere maggiormente efficaci i percorsi riabilitativi.

Il confronto ha riguardato anche la differenziazione delle tariffe e l’elevata presenza nelle comunità terapeutiche di persone autrici di reato, una questione che richiede una valutazione sia degli aspetti clinici e assistenziali sia di quelli organizzativi ed economici.

«Accogliamo positivamente l’apertura di un confronto operativo con l’Assessorato regionale alla Salute – dichiara Giulia Cappadona, presidente di FENASCOP Sicilia e vicepresidente nazionale –. È importante che le problematiche delle comunità terapeutiche e dell’intera rete dei servizi di salute mentale vengano affrontate attraverso un dialogo stabile tra istituzioni, professionisti, strutture e associazioni. L’obiettivo deve essere quello di garantire percorsi di cura e riabilitazione sempre più appropriati, capaci di accompagnare le persone verso il recupero dell’autonomia e, quando possibile, il rientro nel proprio contesto familiare e sociale. Adesso è necessario che gli impegni assunti si traducano in provvedimenti concreti e verificabili».

Il primo tavolo operativo è fissato per venerdì 30 ottobre e sarà dedicato alle dotazioni organiche dei Dipartimenti di Salute Mentale. L’obiettivo è definire un modello organizzativo del personale maggiormente orientato alla multiprofessionalità, in grado di rispondere alla complessità dei bisogni assistenziali e di rafforzare l’integrazione tra le diverse figure professionali.

L’Assessorato ha inoltre confermato l’impegno a portare i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) verso un modello ad alta intensità assistenziale, nell’ambito della riorganizzazione dell’assistenza psichiatrica ospedaliera.

Un altro punto riguarda il Budget di Salute, strumento finalizzato alla costruzione di progetti personalizzati che integrano interventi sanitari, sociali e riabilitativi. Su questo tema è prevista l’attivazione di un tavolo ristretto interno all’Assessorato, con il coinvolgimento dei Dipartimenti di Salute Mentale delle ASP, per verificare lo stato di applicazione dei percorsi nelle diverse province siciliane. Il deputato regionale Antonio De Luca ha messo a disposizione i dati raccolti durante le visite effettuate nelle aziende sanitarie provinciali, che potranno contribuire alla ricognizione regionale.

Tra le questioni discusse anche la richiesta di rendere obbligatoria la presenza dei servizi di salute mentale nelle Case di Comunità, superando l’attuale carattere facoltativo.

Il Movimento ha richiamato l’attenzione sulla necessità di disporre di dati trasparenti e aggiornati sul funzionamento dell’assistenza psichiatrica regionale. In particolare, sono stati affrontati i temi dei tempi di attesa per la presa in carico, della continuità assistenziale tra ospedale e territorio, della qualità dei percorsi di inclusione scolastica e lavorativa, delle ricadute e delle riospedalizzazioni, nonché dell’aderenza ai trattamenti e ai progetti terapeutici.

È stata inoltre evidenziata l’importanza di una maggiore integrazione tra i diversi assessorati regionali, affinché gli interventi per la salute mentale comprendano non soltanto la dimensione sanitaria, ma anche quella sociale, riabilitativa e lavorativa. Un’impostazione che richiama la necessità di costruire una rete di servizi capace di accompagnare la persona lungo tutte le fasi del percorso terapeutico.

All’incontro erano presenti, per l’Assessorato regionale alla Salute, Tatiana Agelao, dirigente generale del Dipartimento Pianificazione strategica; Maurizio D’Arpa, responsabile del Servizio 9 – Tutela della fragilità e area integrazione socio-sanitaria, con delega alla Salute mentale; Giuseppe Sgroi, capo di gabinetto dell’assessore; e Antonio Virzì, dirigente dell’Assessorato. Al tavolo istituzionale ha partecipato anche il deputato regionale Antonio De Luca.

Oltre a Giulia Cappadona, in rappresentanza di FENASCOP, per le realtà associative, sindacali e professionali erano presenti Antonia Peduzzo per Si può fare per il lavoro di Comunità; Monica Genovese per FP CGIL; Fortunato Parisi per UIL Funzione pubblica; Elisabetta Vanin per APEI; Giuseppe Pastorello per Noi per la salute; Francesca Dal Maschio per Punto di Partenza; Vincenzo Ciaravino per Meravigliosamente; Adriana Ferruccio, presidente dell’associazione Pegaso e della Consulta di Messina; Fiorentino Trojano per CGIL Medici; e Valeria Gaglio per l’Ordine degli Psicologi.

L’incontro del 27 ottobre fa seguito al percorso avviato dal Movimento regionale lo scorso luglio, quando all’Assemblea regionale siciliana, nella Sala Pio La Torre, era stato presentato un Documento-manifesto contenente dieci domande rivolte all’assessore e la richiesta di un confronto istituzionale. La disponibilità dell’Assessorato ad avviare un percorso operativo aveva successivamente portato alla sospensione della mobilitazione annunciata dalle associazioni.

Al termine della riunione è stata inoltre prospettata la possibilità di utilizzare il convegno in programma il 29 gennaio a Messina come occasione per presentare pubblicamente i risultati del lavoro congiunto. L’assessore Caruso ha manifestato la propria disponibilità a partecipare.

«La salute mentale non può essere affrontata attraverso interventi isolati – aggiunge Cappadona –. Occorre una rete stabile tra Dipartimenti di Salute Mentale, strutture riabilitative, servizi territoriali, istituzioni e realtà associative. Le comunità terapeutiche devono essere parte integrante di questa rete, con regole chiare, percorsi appropriati e strumenti che consentano di lavorare concretamente al recupero delle autonomie. Il confronto avviato rappresenta un’opportunità importante, ma saranno i risultati a dimostrare la reale capacità di rispondere ai bisogni delle persone e delle loro famiglie».