Nella Sicilia che io amo, l’autunno ci  regala frutti, colori  e sapori. Varietà che vanno dalle castagne dell’Etna al mango di Fiumefreddo, all’avocado di Sant’Alfio, ai fichi d’india dei monti Sicani o Vizzini, ai mapo di Giarre, le prugne nere di Monreale, i miei limoni di Cava d’aliga, le mele  di Randazzo, i mandarini della Piana di Catania, le pere piccole di Bronte, i caki i kiwi e i pompelmi  di Santa Tecla -Acireale, i melograni  di Militello val di Catania, l’uva di Mazzarrone, l’annona di Piedimonte Etneo, le pesche  di Leonforte e i  peperoncini  di Zafferana. Non e’ facile rinunciare a vivere su “questa Isola” straordinaria, un paradiso che ci dona dal  sole, al mare cristallino di mille tonalità, la  campagna, i  parchi e le bellezze naturali sparse sull’intera isola … isole minori comprese, ai siti archeologici, le bellezze  artistiche, dov’è nata la lingua italiana a Lentini.




Una storia millenaria ricca di cultura e dominazioni  che hanno arricchito le nostre tradizioni  alimentari, gastronomiche e che ci regala  nettari  sublimi di  agrumi, vini, miele, e per non dire l’olio e le sue varie cultivar e poi  lei, la unica e straordinaria Regina  ..”Idda a muntagna ”  l’Etna che ci sovrasta come una vedetta  proteggendoci e intimorendoci nello stesso  tempo …

Ma veramente  ci rendiamo  conto  dove viviamo ….o no ?? Purtroppo  non capisco perché ognuno di noi non fa’ la sua  parte ed inizi a non buttare immondizia e spazzatura per terra, per le strade, a raccogliere le feci per strada dei nuovi figli del terzo millennio, gli animali. Basterebbe  pensare  che  ogni volta  che facciamo questo scempio e’ come se lo facessimo nel nostro giardino. Proprio così, nella propria Villa … che si chiama: SICILIA!

Gianni Arrabito