Si è dimesso il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo. Ad annunciarlo è lo stesso dem con un lungo post su Facebook spiegando le ragioni del suo passo indietro.

“In Sicilia, nei mesi scorsi, ho lavorato per ricomporre le diverse sensibilità del Pd – scrive -, nella convinzione che nessuna divisione interna possa valere più della necessità di costruire un’alternativa credibile. La ricomposizione ancora non arriva. L’agenda e le scadenze incombono e il Pd, tutto il Pd, è chiamato a cambiare marcia. Per affrontare l’ultimo tratto di strada serve un assetto nuovo, capace di restituire fiducia a tutte le anime del Partito e, soprattutto, di farci avanzare insieme. Per agevolare questo percorso ho deciso di dimettermi”.

Barbagallo rimette così il mandato nelle mani della Segreteria nazionale, “certo che saprà individuare la soluzione più autorevole e condivisa per guidare il Pd siciliano nella sfida che ci attende”.

“L’ultimo miglio richiederà braccia, cuore e polmoni, ma anche tutto il nostro coraggio e la nostra intelligenza” scrive ancora il dem, sottolineando che “in questi sette anni, rappresentare il più grande partito del centrosinistra è stato per me un onore immenso” e ringraziando “tutte le persone che hanno condiviso con me questo cammino”. “Conosco metro per metro, circolo per circolo, comune per comune il Pd siciliano: una comunità straordinaria di donne e uomini che, lontano dai riflettori, tiene viva la politica con il proprio lavoro, la propria passione e la propria generosità – dice -. È in loro che si misura il valore del nostro radicamento”. Un pensiero va al movimento giovanile. “Il loro lavoro instancabile, la capacità di trasformare la partecipazione in impegno, la forza e la bellezza delle loro rivendicazioni sono una ricchezza preziosa”.




Un PD chiamato a cambiare rotta anche in provincia di  Ragusa, dove si avverte in maniera netta e chiara la sofferenza del Partito. A dirlo sono i numeri. Basta guardare i risultati del partito in occasione delle amministrative dello scorso mese di maggio a Ispica: il Pd è andato incontro a un risultato deludente, al di là di ogni attenuante. Il candidato sindaco si è fermato al primo turno, senza accedere al ballottaggio, ma il dato più pesante è quello della lista: il Partito Democratico ha preso poco più del 2%, senza eleggere alcun consigliere.

Un esito che fotografa la marginalità del simbolo dem in un territorio dove, storicamente, il centrosinistra ha avuto radici profonde. E che spiega perché, in provincia, molti iscritti e amministratori locali leggano le dimissioni di Barbagallo non come un fatto isolato, ma come l’epilogo di una gestione che non è riuscita a invertire la tendenza nei territori.

Ora, per il Pd siciliano, la sfida è doppia: trovare una guida unitaria a Palermo e, allo stesso tempo, tornare a essere competitivo nei Comuni. Senza la seconda, la prima resterà un esercizio di vertice.