Una lunga udienza, durata ben nove ore, ha segnato una tappa cruciale nel processo per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano, il 42enne brutalmente assassinato a Scicli nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2024 all’interno della sua abitazione di via Manenti.

Davanti alla Corte d’Assise di Siracusa è iniziato il dibattimento a carico dei due imputati, il 44enne Gianni Agosta e il 27enne A. M., entrambi chiamati a rispondere in concorso di omicidio aggravato e violazione di domicilio aggravata. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile nel procedimento.




Il tenente colonnello Giuseppe Licciardello, comandante del Reparto operativo del Comando provinciale dei Carabinieri, ha ripercorso minuziosamente ogni fase dell’attività investigativa svolta in sinergia dal Nucleo Investigativo di Ragusa, dalla Compagnia di Modica, dalla Tenenza di Scicli e dai Ris di Messina.

Supportato da filmati, tabulati telefonici e rilievi tecnici, il comandante ha illustrato la tesi degli inquirenti, ricostruendo i presunti sopralluoghi compiuti dagli imputati nei pressi della casa di Ottaviano e analizzando la drammatica scena del crimine. Secondo la ricostruzione della Procura, il movente del delitto sarebbe di natura passionale: una spedizione punitiva per fermare i tentativi della vittima di riallacciare i rapporti con la sua ex compagna, che all’epoca dei fatti era legata sentimentalmente ad Agosta.

Durante il controesame, i legali della difesa hanno sollevato dubbi sull’identificazione dei due imputati e contestando che le figure immortalate dalle telecamere di sorveglianza corrispondano effettivamente ai due accusati.

I giudici si sono riservati di decidere sulla richiesta della difesa di effettuare una perizia antropometrica sulle immagini video, mentre hanno già formalizzato l’incarico a un consulente per procedere alla trascrizione ufficiale di tutte le intercettazioni telefoniche e ambientali. Il processo è stato infine aggiornato al prossimo 27 ottobre, udienza in cui verranno ascoltati altri due militari dell’Arma che hanno preso parte alle indagini.