Modica piange la perdita di Don Pietro Scollo.  Noi di novetv.com vogliamo pubblicare  un pezzo scritto dal giornalista Salvatore Cannata, che molto bene conosceva Don Pietro. Nel video in alto invece un servizio video di Giuseppe Ragona, trasmesso da Video Mediterraneo.

Avrebbe compiuto 94 anni il prossimo settembre. Non ce l’ha fatta. Il cuore lo ha tradito prima di quel giorno. Un sabato di marzo, toglie a Modica per portarlo in cielo, uno dei suoi figli migliori: Don Pietro Scollo. Ma se avesse dovuto scegliere un luogo ed un come lasciare questa terra, Don Pietro avrebbe chiesto un campo ed una partita di calcio. Magari a Modica, preferibilmente; al Vincenzo Barone.

Invece oggi, a Misterbianco, prima che il suo Modica entrasse in campo, la sua vita s’è spenta. Un malore ha chiuso i giorni di quest’uomo che sembrava immortale,  un mito della città. Di una straordinaria figura, immarcescibile ed eterna. Che vivrà sempre nei cuori di chiunque abbia amato ed ami il rossoblù del Modica. Ma di chiunque abbia amato ed ami il calcio.

Tutto è successo oggi; inatteso, impossibile. Misterbianco e Modica stavano entrando in campo; lui si è accasciato, esanime. Era il presidente onorario del Modica; è stato il massaggiatore di questa squadra. Ne è stato il calciatore, l’allenatore. Molto più semplicemente, lui era ed è il Modica Calcio.

Subito dopo la guerra, volle che questa squadra nascesse; ne ha condiviso ogni giorno, ogni minuto; ha vissuto per lei, l’ha accudita nei momenti difficili, l’ha difesa, ne ha condiviso gioie e dolori. Sino a oggi; sino a quando è entrato nell’avveniristico impianto di Misterbianco. Sino a quando –ed erano le 13.15- ha detto all’addetto stampa Claudio Abbate se stessero giocando in un campo di serie A.

altSino a quel momento; poi è caduto, esanime. Il massaggiatore del Modica ha provato a rianimarlo; non è servito. In un freddo e triste pomeriggio di marzo ma respirando l’area che più gli è piaciuta, quella del calcio, quella del campo, quella degli spogliatoi, Don Pietro ci ha lasciato. Un vuoto incolmabile. Un vuoto tinto di rossoblù che mai alcuno potrà riempire. Un sorriso unico; un modo di intendere la vita fatto di tanta ironia; il baffo a corredare un volto che era ed è simbolo di una città. Quel sorriso da regalare ad ognuno dei suoi ragazzi che in più di mezzo secolo di Modica ha vestito quella maglia; quella tasca rigonfia di banconote da regalare a quei calciatori con moglie e figli che non prendevano stipendio nei momenti più difficili dei tanti presidenti che gli sono scorsi accanto.

Perché gli allenatori, i presidenti, i giocatori cambiavano; lui Don Pietro no. Sempre lì, sempre in panca; anche oggi che non aveva più secchio e spugna come tanti anni fa o spray e garze come di recente, per correre in campo a curare chi s’era fatto male. Ed il sorriso ed il rimprovero; bonario. Di un nonno che è stato sempre già nonno; di Don che Don è rimasto.

Misterbianco e Modica hanno deciso di non giocare; non se la sono sentita i suoi ragazzi. Quelli con la maglia rossoblù. Potrà esistere un Modica senza Don Pietro? Boh, difficile saperlo. Impossibile dirlo.

Sappiamo solo che da oggi questa città, la sua città, la sua Modica è più povera. Adesso starà andando verso campi verdi in Paradiso; a raccontare del suo Modica, di quel gol, ricordandosi uno per uno i nomi di tutti i calciatori; anche di quelli che fingeva di dimenticare. E quando incontrerà qualcuno lassù di quelli che l’hanno conosciuto, gli ricorderà sempre la raccomandazione che faceva sempre e che da quelle parti è più che mai indicata: “Nun ti sciarrari cu nuddu”. Addio Don Pietro. Ci mancherà, tanto, troppo!

Le condoglianze del Sindaco di Modica  e dell’amministrazione comunale
“Una grave perdita non solo per la storia del calcio del Modica ma per l’intera città.

Pietro Scollo è stato un punto di riferimento per generazioni di giovani che si sono avvicinati al calcio e che hanno avuto in lui un riferimento solido e sicuro, oltre che amicizia e rispetto.

Con lui se ne va un esempio di rettitudine, di passione per il calcio, di simpatia e di attaccamento ai colori rossoblù, quelli della sua Città.
Una figura che passa alla storia della nostra comunità per popolarità, per stima e per affetto che sapeva offrire con allegria e ottimismo.
Modica perde, con Pietro Scollo, un pezzo della sua memoria e il calcio locale un’icona che sarà impossibile ripensare per il futuro. La città saprà essergli grata perpetuandone la memoria attraverso l’intitolazione di un luogo simbolo”.

Questo è il pensiero che il Sindaco e l’amministrazione comunale sentono di esprimere alla collettività alla notizia della morte di Pietro Scollo, per tutti lo “Zio Pietro”, che in pochi minuti ha fatto il giro della Città.

Sindaco e amministrazione rivolgono le più sentite condoglianze ai figli, Giancarlo,Gabriella, Maurizio ed Elio e ai nipoti.

 

Qui sotto riportiamo invece un articolo del 22 settembre 2009, scritto da Giorgio Caruso in occasione dei 90 anni di Don Pietro.

Oggi è festa cittadina. Ma lui, anche oggi si sveglierà alle 6, salirà sulla Fiat 500 bianca, fedele compagna di una vita, andrà al solito bar a prendere il solito caffè, si porterà al “Caitina” per i consueti 10 giri di pista in bicicletta, poi la doccia e via per il doveroso tour di malati, tra flebo, punture e medicazioni. Dopo la sosta per comprare la frutta, l’arrivo a casa per il pranzo. Pasta e secondo, poi di corsa al “Caitina” per l’allenamento dei “ragazzi” e per dispensare l’immancabile “nun ti sciarriari cu nuddu!”. Stasera però niente insalata di carote o le “fatidiche” due pere. Stasera infatti la rituale quotidianeità di “Zio” Pietro Scollo sarà interrotta dalla festa, in suo onore, che il Comune ha organizzato nell’atrio comunale. C’è da festeggiare l’invidiabile traguardo dei 90 anni.

Nato nel 1919, ha conosciuto il ventennio fascista e la guerra. Soldato al fronte, prigioniero in Inghilterra, è lì che apprende il “football”, quel “tirare calci ad un pallone” che lo ha affascinato e che ne creerà il mito. Torna a Modica e, col sorriso sornione “requisisce” ad alcuni amici quell’appezzamento di terreno di via Nazionale, (oggi stadio “Vincenzo Barone), iniziando con diversi ragazzini ogni sera a spietrarlo prima di giocare. Da quel momento il Modica Calcio e la vita di Pietro Scollo iniziano a correre in parallelo. Tennista, pallavolista, ma soprattutto calciatore prima e massaggiatore poi. Pietro Scollo, per tutti “Zio”, oggi compie 90 anni.

Ma prim’ancora che la sua festa, oggi si celebra un grande modicano, riconosciuto “mito”. Difficilmente ci si rende conto dell’importanza di una persona quando questi è ancora in vita. Bisogna spesso che questi non vi sia per onorarlo per il giusto. Zio Pietro invece è qui, da 90 anni, ad emblema e simbolo dell’attaccamento ai valori, ad uno stemma, ad una società, ad una passione. Decine di generazioni di calciatori sono passati dalla sua “infermeria”, sul suo lettino che odora di alcool etilico ed acqua ossigenata. Le sue mani hanno sistemato, accudito, coccolato ed, a volte, anche “sculacciato”, i rossoblu rimasti nella storia ed anche gli anonimi. Tutti, indistintamente, hanno imparato a voler bene “Zio” Pietro. E’ tutt’ora “rifugio” dei calciatori squattrinati, consigliere di allenatori, punto di riferimento di decine di dirigenze alternatasi al timone di una nave, quella del Modica Calcio, che, se non è mai affondata, lo deve a lui e…anche alle sue tasche. Ha pagato colpe di altri (come nel famoso scandalo alla fine degli anni ’70), si è assunto responsabilità per coprire qualcuno, ha medicato muscoli, cuori e cervelli. Ha lasciato ricordi in tutti i campi dove è andato. Domenica scorsa, a Sapri, qualcuno cercava di lui e, resosi conto che Zio Pietro aveva “disertato” la sua seconda trasferta in una vita rossoblu, sconsolato è tornato a casa. La partita non aveva più senso.

Auguri Pietro Scollo. Auguri “Zio”. Siamo tutti tuoi nipoti 

GIORGIO CARUSO

I FUNERALI SARANNO CELEBRATI LUNEDI 4 MARZO ALLE ORE 15 NELLA CHIESA DI SAN PIETRO A MODICA