In provincia di Ragusa acqua più cara del 10,5%: bollette più pesanti e scontro politico
- 28 Ottobre 2026 - 13:49
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Rincaro in arrivo per l’acqua in provincia di Ragusa. In tutti e dodici i comuni iblei la tariffa del servizio idrico integrato salirà del 10,5%, una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale che si ferma al 6,4%. Una scelta che inciderà direttamente sulle tasche dei cittadini e che sta già infiammando il dibattito politico, con epicentro Pozzallo.
A dare il via libera è stata l’Assemblea Territoriale Idrica di Ragusa, riunitasi lo scorso 26 ottobre. L’assise ha approvato a maggioranza l’adeguamento delle tariffe per il biennio 2026-2027. Il dossier verrà ora inviato ad Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, per il via libera definitivo.
Dai dati diffusi dalla stessa Ati emerge l’effetto concreto sui nuclei familiari. Prendendo come riferimento un’utenza tipo di tre persone con un consumo di 150 metri cubi l’anno, il costo complessivo passa da 205 euro del 2025 a 226 euro nel 2026. L’aggravio è di 21 euro annui. In termini unitari, il prezzo al metro cubo sale da 1,37 euro a 1,50 euro.
L’Ati difende la manovra sostenendo che, anche dopo l’aumento, Ragusa resterebbe tra le province meno care d’Italia. Il paragone è con il dato nazionale 2025: 388 euro l’anno per la stessa tipologia di famiglia.
Secondo l’Assemblea, l’adeguamento è indispensabile per allineare le entrate ai costi reali di gestione, a partire da quelli energetici, e per dotare Iblea Acque delle risorse necessarie a efficientare il servizio. Rivendicata anche la natura interamente pubblica del modello, con la società in house considerata più vantaggiosa rispetto a una gestione con privati.
Il nodo politico è il voto espresso dai primi cittadini. A ricostruire la dinamica è il consigliere comunale di Pozzallo Franco Giannone: su 12 sindaci presenti, 9 si sono espressi a favore del rincaro, uno si è astenuto, solo due hanno votato contro, i sindaci di Pozzallo e di Ispica.
Un esito che Giannone giudica «del tutto inaccettabile», chiedendo massima trasparenza. Il punto sollevato è chiaro: i cittadini hanno diritto di sapere nome per nome chi ha sostenuto l’aumento e chi lo ha respinto, senza trincerarsi dietro una generica indicazione di “maggioranza dei sindaci”.
Giannone promuove a pieni voti la linea del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna. Per il consigliere, Ammatuna – insieme al primo cittadino di Ispica – ha scelto di tutelare la propria comunità, trovandosi «spesso solo contro tutti».
Il consigliere auspica ora che anche l’intero Consiglio comunale di Pozzallo si schieri formalmente contro l’aggiornamento tariffario, sostenendo la posizione espressa in Ati.
Restano così sul tavolo due visioni contrapposte: da un lato l’Ati che parla di equilibrio economico e di investimenti necessari per migliorare la rete; dall’altro chi, come l’opposizione pozzallese, contesta un rincaro più alto della media nazionale che finirà per pesare sulle bollette di tutte le famiglie iblee.













