
Immigrati morti annegati nel Mediterraneo: è lutto in molte città siciliane
- 20 Aprile 2015 - 12:15
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di Viviana Sammito
La più grande tragedia di sempre si è consumata ieri davanti alle coste libiche. 950 circa sono i migranti morti davanti all’imbarcazione intervenuta per salvarli. Continua l’ondata di sbarchi a Pozzallo: alle 2 di notte si sono concluse le operazioni mentre il centro di primo soccorso ed accoglienza è saturo.
Tragedie di questa portata non si erano ancora verificate. E’ lutto in molte città siciliane per la perdita di 900 vite di immigrati. Nella rotta più letale del mondo per migranti e per chi cerca asilo di vite se ne sono spezzate tante. Anche a pochi metri dalla riva.
Era il 30 settembre 2013 quando 13 migranti muoiono dopo avere toccato terra sulla spiaggia Renelle- Trippatore, a Sampieri, in territorio di Scicli (foto a lato) Costretti a scendere dall’imbarcazione per alleggerire il carico perché si è arenata, sono stati presi a cinghiate, inghiottendo troppa acqua. Arrivati a riva neanche i primi soccorsi di alcuni residenti della zona sono serviti a compiere il miracolo. Intorno alle 11 di quella tragica mattina lo scenario era quello di un cimitero a cielo aperto. 13 corpi, tutti giovani, alcuni di loro oggi senza un nome sulla bara. Quattro giorni dopo, un’altra tragedia della tratta degli esseri umani.
Era il 3 ottobre 2013, isola dei conigli, Lampedusa. 366 vittime. Quando hanno tirato fuori i morti che erano rimasti nella stiva, li hanno trovati ancora accucciati. I bambini abbracciati alle mamme. Il relitto trova ancora oggi una collocazione: è inabissato sui fondali e al suo interno, come una grande bara, le centinaia di cadaveri.
Quest’anno, l’11 febbraio al largo delle coste di Lampedusa 29 profughi sono morte per ipotermia. I migranti facevano parte del gruppo di 105 profughi messi in salvo la notte precedente.
Tanti e tanti altre, questi solo per citarne alcuni.
Ma come smettere di seminare morti e programmare partenze dalla Libia? Con chi aprire un’interlocuzione se in Libia non c’è un governo?
Renzi propone “interventi mirati sugli scafisti, persone che vanno affidate alla giustizia. L’Italia ne ha arrestati 976, possibile lo facciamo solo noi?”. “Penso che il Consiglio europeo potrà tenere una posizione unanime e condivisa” sui temi della Libia e dell’immigrazione.
“Un consiglio d’Europa che si deve svolgere in Italia, anzi in Sicilia, perché dobbiamo finirla con le lacrime di coccodrillo dei commissari europei che vengono in ogni ecatombe a piangere”. Da Catania il governatore Rosario Crocetta rilancia quanto aveva affermato ieri poco dopo la notizia del tragico naufragio nel Mediterraneo e rimarca le varie difficoltà che soprattutto in Sicilia si verificano a seguito degli sbarchi.
Un’efficiente sinergia tra Prefetture italiane e il ministero dell’Interno, fino ad oggi, ha permesso di affrontare senza difficoltà l’emergenza sbarchi. Ma è solo l’inizio di un lungo flusso migratorio. Appena sbarcati, i migranti vengono smistati in altri centri d’Italia, quindi non rimangono nel porto dove sbarcano, sarebbe impossibile contenerli tutti: vengono trasferiti con aerei e pullman in tutta Italia. Se questo meccanismo s’inceppa, si rischia il fallimento della macchina dell’accoglienza.
A lanciare il monito è stato il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè che ha anche illustrato i numeri dell’immigrazione a Ragusa: in soli 3 giorni, dal 12 al 14 aprile sono arrivate 661 persone che si sono sommate alle 320 sbarcate lo scorso 4 aprile, tra cui 180 arrivate via terra dopo essere arrivati a Messina e Porto Empedocle. Pozzallo nel 2014 ha ospitato 30mila migranti. Il prefetto ha parlato di buoni risultati raggiunti.
Il fenomeno migratorio però non deve essere solo un problema italiano, ma anche europeo e dell’Onu, ha avvertito il prefetto Vardè.
“Il governo sta conducendo una battaglia in sede europea per ottenere un maggior coinvolgimento, in primis, degli stati europei per la disponibilità l’accoglienza, per la revisione del regolamento di dublino e la normativa che va rivista in sede europea”. L’Italia con la Sicilia è frontiera dell’europea e questo richiede un maggiore impegno dell’europea stessa ma è un problema anche dell’Onu perché si deve intervenire in Libia, dove la situazione è drammatica e questo provoca un esodo biblico. Bisogna intervenire con una forza multinazionale di pace per dare stabilità alla Libia”. Il prefetto ha voluto altresì rassicurare la cittadinanza sulle ipotesi di infiltrazioni di terroristi dell’Isis nei barconi degli immigrati. “Mi sento di non drammatizzare perché il terrorista che vuole fare un attentato non arriva con il barcone; il terrorista ha altri mezzi e canali, sono altre le dinamiche”.