Autotrasporto, la Sicilia si ferma: stop ai tir dal 16 ottobre
- 11 Ottobre 2026 - 9:31
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Scioperano le imprese dell’autotrasporto siciliano. La protesta scatterà dalla mezzanotte del 16 ottobre. Una decisione presa all’unanimità, dopo mesi di confronto istituzionale che – denunciano gli operatori – non ha prodotto le risposte attese. Alla base della protesta, una condizione economica al limite della sostenibilità, il prezzo medio mensile del gasolio per autotrazione è aumentato di circa 0,35 euro al litro rispetto a febbraio, superando i 2,16 euro a settembre. Un aggravio che, tradotto sui conti delle aziende, significa oltre 8.000 euro in otto mesi per un singolo veicolo pesante che percorra 100.000 chilometri l’anno. Per le imprese insulari il colpo è doppio: sulle tariffe marittime si abbattono sia gli oneri del sistema ETS sia gli adeguamenti carburante applicati dagli armatori. Lo stesso viaggio, di fatto, viene tassato due volte.
A pesare è anche lo stallo dei sostegni. La prima annualità del Sea Modal Shift, che doveva essere liquidata entro luglio, non è stata ancora erogata. E le risorse stanziate hanno coperto appena un quinto del fabbisogno dichiarato dalle imprese, con il risultato di abbattere il contributo unitario da 30 centesimi a poco più di 6 centesimi per veicolo-chilometro.
” Diamo atto al Governo regionale di avere stanziato risorse e di avere aperto un confronto serio”, afferma Sonia Nicosia, presidente della Sezione Trasporti di Confindustria Catania.
Ora però il comparto chiede impegni precisi e immediati:
– liquidazione immediata della prima annualità del Sea Modal Shift e un calendario certo per la seconda;
– risorse aggiuntive sulla terza annualità, destinando i proventi ETS al rifinanziamento della misura;
– tempi definiti per la notifica alla Commissione europea della quota di contributi regionali eccedente il regime de minimis, con la garanzia che tali somme non si traducano in economie di bilancio;
– estensione del periodo agevolabile fino al 31 dicembre 2026;
– apertura di un tavolo permanente sull’insularità e sui maggiori oneri del trasporto combinato strada-mare.
Rivendicazioni che – avvertono le imprese – sono ormai condizione indispensabile per la sopravvivenza del settore.













