Sbarchi. La storia di Zenabou. Dopo diversi mesi riabbraccia la figlia di 4 anni

sbarco clandestini a pozzallo 1E’ stata vittima della burocrazia, un’ivoriana di 32 anni, Zenabou, ma dopo avere ottenuto il visto ha preso il primo volo dalla Tunisia a Palermo dov’è arrivata due giorni fa per riabbracciare Oumoh, la figlioletta di 4 anni che ha effettuato senza i genitori la traversata fino a Lampedusa, dov’è sbarcata cinque mesi fa.

“E’ stato un miracolo averla ritrovata”, ha commentato l’ivoriana quando ha riabbracciato la figlia.

Ad essersi occupata della bambina è stato un angelo con la divisa, l’ispettrice della questura di Agrigento, Maria Volpe, nominata ufficiale della Repubblica al merito dal capo dello stato, Sergio Mattarella. Ma anche la psicologia Maria Lea Ziino e i volontari della Misericordia.

Tutto ha inizio cinque mesi fa quando la donna ha raccontato di essere scappata dalla Costa d’Avorio per impedire che la figlia  venisse infibulata con la nipotina di 12 anni. Ha affidato la bimba a un’amica perché era dovuta  tornare nel suo paese, la Costa d’Avorio, per prendere tutti i suoi averi e il passaporto.  Nel frattempo, l’amica ha portato la piccola Oumoh sul barcone a Lampedusa e la madre da quale momento non l’ha più rivista se non via Skype.

“Quando sono tornata nel luogo – ha raccontato all’Adnkronos – in cui avevo lasciato mia  figlia e non l’ho ritrovata volevo morire, mi sono imbarcata subito  dopo ma il gommone stava affondando e io ho gridato: ‘Dio non farmi  morire’. Le sue preghiere sono state ascoltate. L’ivoriana è anche riuscita a mettersi in contatto con la figlia grazie a un’amichetta di Oumoh di 8 anni, che  giunta a Lampedusa, guardando la foto della bambina arrivata poco tempo prima, aveva esclamato il nome della piccola ivoriana, che era passata dal centro di accoglienza pochi giorni prima. A quel punto, la madre della piccola, ha detto di conoscere il nome della madre di Oumoh e di avere persino il suo numero di telefono.

E’ iniziata la trafila burocratica: nei giorni scorsi, l’ispettrice Volpe è stata inviata dal suo  dirigente, Giovanni Giudice, all’Ambasciata ivoriana riuscendo a risolvere l’empasse.  “Sono emozionata, felice, oggi per me è Pasqua. E’ il regalo più grande che io potessi ricevere” – l’ispettrice Maria Volpe è emozionata e non lo nasconde. “Sto tremando perché mi immedesimo nella mamma – ha concluso- non dormo da tre notti, da quando ho saputo che la mamma ha avuto il visto. Non vedo l’ora di vederle insieme”. Il tempo ha esaudito le loro preghiere. Ora le attende una nuova vita.

Viviana Sammito

 

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