Trovata morta in casa, come è morta Jasmine?
- 3 Ottobre 2026 - 20:32
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La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta sulla morte della trentunenne palermitana Jasmine Chowdhury, specializzanda in Medicina a Messina, trovata priva di vita giovedì pomeriggio in una casa in via Catili a Barcellona Pozzo di Gotto.
La giovane da poco frequentava un 29enne disoccupato, di Brindisi. E’ stato lui a chiamarei soccorsi. Jasmine Chowdhury è stata trovata in casa senza vita dai sanitari del 118, arrivati sul posto dopo la chiamata d’allarme del ragazzo.
Da qui partono le indagini dei Carabinieri. Nell’abitazione sarebbero stati sequestrati diversi flaconcini di morfina, midazolam e levometadone, provenienti dal Sert di Brindisi, che aveva preso in cura il giovane per problemi di tossicodipendenza da eroina, e che ora è indagato.
Gli inquirenti sospettano che a causare la morte della ragazza sia stata un’overdose da oppioidi, in particolare da metadone, che il ragazzo utilizzava come terapia. L’indagato avrebbe riferito al suo legale, Giuseppe Ciminata, che la ragazza faceva anche uso di fentanyl, un potentissimo antidolorifico.
Sotto sequestro i telefoni dei due giovani. Lunedì dovrebbe essere conferito l’incarico a un medico legale per l’autopsia.
L’ipotesi principale resta quella di un’overdose da oppioidi, ma la dinamica e le responsabilità sono ancora da chiarire. Il ragazzo era in terapia con metadone, mentre la donna avrebbe fatto uso di droghe: dettagli che dovranno essere incrociati con gli esiti dell’autopsia e dei test tossicologici.













