Scicli – Il successo di Rotte Mediterranee: l’altro al centro
- 29 Maggio 2019 - 8:51
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Dirigenti scolastici, professori, studenti, operatori di organizzazioni internazionali, registi, volontari, credenti e non credenti, italiani e non, si sono presentati e confrontati con sincerità e spirito costruttivo all’interno delle diverse manifestazioni artistico/culturali, organizzate a Scicli tra il 20 ed il 23 maggio.
I tre grandi temi alla base del progetto di Rotte Mediterranee, ovvero il confronto inter religioso, il dialogo interculturale ed il ruolo della donna nel Mediterraneo, sono stati affrontati riflettendo sui contenuti degli interessanti docufilm di Alfredo Lo Piero con “La Libertà non deve morire in mare” ed Alexandria Bombach con “On her shoulders” e sul cortometraggio di Viriginia Barrett “A me resta la speranza”, proiettati presso l’Istituto Quintino Cataudella di Scicli ed il Teatro Cinema Italia i diverse giornate.
Sul ”filo spinato che taglia la pelle” di chi sta “dall’altra parte” e sulla agghiacciante indifferenza di chi non vuol vedere, si sono svolti i due potenti incontri con Francesco Piobbichi, operatore e testimone del progetto dei corridoi umanitari di Mediterranean Hope. Grande l’apertura verso l’altro e molti i punti di incontro attorno alla figura di Agar, donna, madre e moglie, ponte tra l’Islam ed il Cristianesimo, come ben spiegato dalla pastora e teologa Letizia Tomassone.
E ancora il dialogo interculturale nelle parole di Alessandro Trainito e Monica Lodesani di medici Senza Frontiere o di Marco Rotunno dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati: testimoni e operatori in contesti di guerra, lungo le sponde del Mediterraneo e non solo.
“Al centro di tutto- dichiara Romina Falla Marocchini, una delle due ideatrici del festival – il progetto Rotte Mediterranee, nella sua prima edizione, ha messo “l’altro”, colui che non ha privilegi, colei che chiede di non essere considerata “diversa” o “straniera”, coloro che sperano di poter trovare una nuova dimensione lontano da casa: Yasmien proveniente da una Homs bombardata o le famiglie ed i ragazzi ospiti presso la casa delle culture e non solo”.
“La storia ci racconta che siamo tutti dei migranti – continua Francesca Schirò, l’altra ideatrice di Rotte Mediteranee – siamo tutti diversi: lo siamo stati, lo siamo oggi e lo saremo in futuro; un futuro che ci chiede di andargli incontro, non di attenderlo arroccati nelle nostre ansie”.
Attraverso il corale impegno di solide realtà quali il Movimento culturale Vitaliano Brancati, MH-Casa delle Culture progetto della FCEI e Legambiente Scicli Kiafura, progetto INVOLVE, Rotte Mediterranee, si è offerto ad un pubblico attento e curioso, cercando di mettere il riflettore sul valore delle Culture e della Scuola come strumenti di conoscenza e di riscatto.
Partito da un’idea, il progetto ha potuto comunque concretizzarsi grazie a valide risorse umane operative da un lato, al Patrocinio dell’Amministrazione Comunale tutta e di Medici Senza Frontiere, ma anche grazie alle risorse economiche, messe a disposizione dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa, ai contributi di Fondazione Confeserfidi, Unipol SAI di Gianpaolo Aquilino ed alla squisita disponibilità della Libreria Don Chisciotte di Scicli.












