Modica – Sesso con i detenuti: arrestati due Agenti della Polizia Penitenziaria
- 18 Giugno 2014 - 14:30
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Due agenti di custodia, A.L. e F.C., entrambi 45enni, uno sposato e l’altro divorziato, aprivano le celle dell’ Istituto penitenziario di Modica per fare sesso con i detenuti, soprattutto marocchini, e se assecondavano le loro scabrose voglie erano pronti a regalare dosi di hashish e beni che non avrebbero altrimenti potuto ottenere facilmente come cibo, scorte di sigarette, e tabacco. Altre volte i due agenti si servivano dell’hashish come “arma” nei confronti di quei detenuti che non intendevano soddisfare le loro illecite richieste, minacciando di nascondere la droga tra i loro effetti personali e di farli poi perquisire dai loro superiori che, rinvenendo lo stupefacente, avrebbero comminato gravi sanzioni a loro carico.
Alle prime luci dell’alba i Carabinieri della Compagnia di Modica hanno dato esecuzione a due provvedimenti cautelari emessi dal GIP del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura iblea, a carico di altrettanti Agenti della Polizia Penitenziaria ritenuti responsabili dei reati di violenza sessuale aggravata e spaccio di sostanze stupefacenti.
Le ordinanze sono il frutto di prolungata attività investigativa, eseguita tra maggio 2012 e marzo 2014, scaturita da alcune dichiarazioni rese da un detenuto al personale in servizio presso la Casa circondariale di Ragusa e successivamente trasmesse dalla locale Amministrazione Penitenziaria all’Autorità Giudiziaria iblea, delegandole in parte ai Carabinieri di Modica.
Dalle dichiarazioni rese dai detenuti coinvolti nella vicenda sono emersi gli scenari terribili e il modo d’agire dei due Agenti di Custodia che sono riusciti ad ottenere prestazioni sessuali da diversi detenuti uomini ristretti al carcere di Modica, dove prestavano servizio.
E’ emerso infatti che i due arrestati, forti del loro status di Agenti di Custodia, facendo leva sulla condizione di soggetti limitati nella libertà personale delle loro vittime, ottenevano prestazioni sessuali ripetute nel tempo.
Inoltre, i due agenti di custodia introducevano all’interno dell’istituto di pena e si “spartivano” letteralmente i detenuti uomini scegliendoli tra quelli virilmente più dotati, preferibilmente di nazionalità straniera e, sfruttando momenti particolari in cui erano da soli, li palpeggiavano e li costringevano a rapporti sessuali di varia natura, anche completi.
Gli episodi si sono rivelati numerosi.
I due appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono stati collocati agli arresti domiciliari, presso le rispettive abitazioni, in attesa dell’interrogatorio di garanzia del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ragusa.
“Questo gravissimo episodio non può e non deve minare l’immagine del Corpo Polizia Penitenziaria“, è il commento del segretario generale aggiunto dell’Osapp, Domenico Nicotra, all’arresto dei due agenti.
Ai due arrestati, ai quali sono stati concessi i domiciliari, vengono contestati una serie di reati fra cui la detenzione di stupefacenti a fini di spaccio: i due infatti, secondo l’accusa, avrebbero offerto anche hashish ai detenuti come ricompensa.
“È evidente – conclude il sindacalista dell’Osapp – che episodi del genere vadano immediatamente sanzionati epurando dalle “mele marce” il Corpo di Polizia Penitenziaria che quotidianamente è espressione di legalità nelle patrie galere”.
Viviana Sammito












