Domenica 22 marzo (alle 17.30), nell’ambito della XXI stagione letteraria del Caffè letterario Quasimodo di Modica, presso il Palazzo della Cultura (Corso Umberto I, Modica) si terrà il quattordicesimo appuntamento culturale avente per tema “La Divina Commedia nei dipinti di Guido Cicero – Quando la Letteratura incontra l’Arte”. La serata sarà moderata da Monica Iurato e l’analisi critica sarà curata dal prof. Giuseppe Di Mari. L’attore e regista Gianni Battaglia darà voce alle letture. L’evento sarà tratteggiato dalle note musicali dei maestri Fabio Rizza (arpa) e Vincenzo Iacono (flauto).

Guido Cicero non è solo pittore, ma anche musicista e fotografo, attività che l’hanno portato in giro per il mondo. Dunque, l’artista modicano è sposato con l’arte. Eppure, ha anche un’amante: la letteratura. L’incontro tra le arti visive e letteratura crea un solco la cui inseminazione offre terreno fertile alla creatività. Il loro è un continuo dialogo che si è instaurato nei secoli tra scrittori, poeti e pittori, che rispondono l’uno alle idee e alle espressioni artistiche dell’altro. Ogni opera d’arte ispirata alla letteratura interpreta l’idea o la dimensione emozionale dell’autore, aggiungendo una dimensione altra all’opera dello scrittore e diventando allo stesso tempo una nuova visione, una nuova opera d’arte a sé stante. Consiste in questo l’epifania artistica dell’artista modicano Guido Cicero le cui opere raggiungono un rapporto sinergico di reciprocità dove l’arte illumina la poesia e la poesia illumina l’arte.

La sua è una sorta di “conversazione” artistica dove la pittura e il colore diventa racconto e viceversa toccando anche tematiche dei grandi poemi della letteratura trecentesca. Da qui il tema, “La Divina Commedia nei dipinti di Guido Cicero” che vuole essere un’esperienza interiore che non si può raccontare ma “solo” (e in quel “solo” c’è tutta la potenza evocativa della pittura) vivere nella vibrazione “polisensoriale” dell’arte. Polisensoriale perché tende a coinvolgere tutti i sensi, a renderli realtà viva, non più tangibili nella tradizionale volumetria plastica, ma “vissuti nel battito infinito della luce e del colore”. I colori si incontrano e si scontrano in un valzer di giochi che raggiunge il suo apice con un vortice cromatico che “risucchia” l’attenzione dell’osservatore.

Quali sono i temi danteschi affrontati nelle sue opere? «I temi affrontati che saranno oggetto di analisi critica nel corso della serata – spiega l’artista – e che hanno ispirato i miei dipinti sono: Inferno con Paolo e Francesca, il Cerchio dei Lussuriosi; Purgatorio con Dante e il suo pentimento la cui forza è tale che il sommo poeta sviene; Paradiso con l’ascesa al Cielo di Dante con Beatrice».

Che impronta ha voluto dare a questo suo viaggio onirico pittorico? «Un itinerario attraverso cui ho voluto dare alle mie opere un’impronta personale sulla tecnica coloristica dove, ad esempio, prevale il rosso della “passione” come nel dipinto dedicato a Paolo e Francesca. Il rosso diventa emblema di un amore eterno che sfida le fiamme infernali. Poi è la volta dell’azzurro della “speranza”, dominante nella tela del “pentimento” di Dante, che ritrae l’abbandono del sommo poeta tra le braccia di Beatrice, trasmettendo un senso di serenità e purificazione spirituale».

Un’alchimia cromatica di grande pregio, un dinamico gioco di getti di colore e spatolate conferisce alle opere un’energia materica straordinaria sublimando le emozioni sensoriali dantesche che vengono colte dall’occhio dell’anima.

Giuseppe Nativo