Un arbitro di 19 anni della sezione di Acireale, è stato preso a calci e pugni da atleti e persone entrate in campo dalle tribune, nella partita dei playoff Under 17 tra Russo Sebastiano Calcio Riposto e Pedara. Per garantire la sicurezza del giovane direttore di gara sono dovuti intervenire i carabinieri.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Catania Enrico Trantino: “E’ un triste spaccato della nostra società: ragazzi che credono che la ragione si afferma con la violenza, e genitori che, invece di rivolgere un ceffone al figlio, lo affiancano per sfogare la propria ansia di riscatto, rispetto a una condizione di generale insoddisfazione. Il vero problema – aggiunge il Primo Cittadino di Catania – è che abbiamo bisogno di individuare sempre un responsabile dei nostri insuccessi. Mi auguro che gli autori vengano individuati e tenuti lontano dai campi da gioco per anni.”

Il Consigliere Nazionale ANCI Luca Agnello, Presidente del Consiglio Comunale di Santa Croce Camerina, scrive:

Ennesimo grave episodio di violenza si è verificato a Riposto, dove un giovane arbitro è stato vittima di un’aggressione durante una gara del settore giovanile.

Un fatto intollerabile che, purtroppo, si inserisce in una lunga scia di episodi analoghi che continuano a colpire i nostri tesserati, minando la serenità del loro impegno e il rispetto delle regole nel mondo sportivo.

Come noto, l’ANCI ha sottoscritto un protocollo con l’Associazione Italiana Arbitri, con l’obiettivo di promuovere iniziative congiunte a difesa della legalità e della sicurezza negli impianti sportivi.

In virtù di tale impegno comune, propongo che l’ANCI si faccia promotrice di una linea ferma e simbolicamente significativa: che i Sindaci dei Comuni dove si verificano episodi di violenza ai danni di arbitri, successivamente denunciati dai tesserati AIA, si costituiscano parte civile nei relativi procedimenti penali, al fine di tutelare il nome e l’immagine dell’intera comunità che rappresentano.

Un gesto forte, dal chiaro valore civile ed educativo, che contribuirebbe a isolare e stigmatizzare in maniera concreta i comportamenti violenti, riaffermando l’importanza del rispetto delle regole e delle istituzioni.

Confido nel Vostro ascolto e nella sensibilità che da sempre l’ANCI dimostra su questi temi, certo che questa proposta possa essere oggetto di valutazione e, auspicabilmente, di attuazione.