Il settore dell’intrattenimento è interessato ormai da parecchi anni dalla realtà dei casinò, che nel terzo millennio sono approdati anche sulla rete rivoluzionando il concetto stesso di gioco. In un’era in cui molteplici attività quotidiane sono consentite anche attraverso qualche click su uno schermo, non sorprende che anche giocare a carte o alla roulette sia possibile mediante un dispositivo portatile. Aprire un casinò dal vivo o online, comunque, non è così automatico. I passaggi da seguire e le leggi da rispettare sono aumentati a dismisura negli ultimi anni.

Come aprire una sala da gioco online

Le slot machine sono il fulcro dell’offerta contenutistica di un casinò virtuale. Chi vuole capire come aprire un casinò online deve tenere innanzitutto in mente il ruolo eminente delle macchinette, che con le loro controparti digitali hanno dato vita a un vero e proprio mercato. Ogni anno le software house fanno a gara per chi produce più titoli innovativi. Alle volte alcune slot già conosciute vengono anche riproposte in formato digitale, seppur con qualche piccola differenza. In sostanza, le slot si rivelano molto versatili per accontentare le varie tipologie di giocatori. Ad oggi è possibile individuare due modalità di casinò online, ognuna delle quali fa grande affidamento sulle slot. Esistono piattaforme che si basano su software e altre che comprendono il lavoro di croupier dal vivo. Nel primo caso la differenza con le sale da gioco vere e proprie è relativa: il gioco è interamente digitale, ma i criteri e le probabilità che governano le singole attività sono gli stessi che si possono riscontrare dal vivo. I casinò online con croupier in carne ed ossa, invece, utilizzano strutture fisiche e reali per lo svolgimento del gioco, proiettando di fatto a distanza quanto avviene in una vera sala. L’apertura di una piattaforma sul web è più rapida rispetto a quella di una sala dal vivo. Anche l’investimento iniziale è differente: se per un centro vero e proprio servono sui 50.000 Euro, per un casinò virtuale ne bastano un terzo. Spese che riguardano gli affitti e la manutenzione dei locali sono ovviamente assenti. Non occorre necessariamente più di una persona per gestire il tutto, ma il contratto minimo con un operatore del settore è a prescindere di 3 anni. Operando online, bisogna affidarsi a un consulente SEO per posizionare al meglio il sito della propria piattaforma sui motori di ricerca. Stiamo parlando di dettami che fanno parte di un’infarinatura generale per i più curiosi, mentre consultare una guida completa e dettagliata su come aprire un casino online è di norma la prima mossa da effettuare per mettersi in gioco e capire al meglio come agire passo dopo passo, specialmente all’inizio. I particolari da tenere d’occhio non sono pochi.

Come aprire una sala giochi in Italia

Per aprire una sala da casinò fisica, invece, serve dotarsi di partita IVA e segnarsi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Dunque ci sono da pagare i diritti SIAE. A rivelarsi obbligatorio è anche il Certificato di Prevenzione Incendi per il locale, mentre in Comune bisogna presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Ogni tanto si dovranno fare i conti con gli oneri fiscali, ma la collaborazione con lo Stato deve essere alla base. I macchinari, ad esempio, devono essere controllati a intervalli regolari e nello specifico i punti di installazione delle slot devono osservare una certa distanza da luoghi sensibili come le scuole. Anche in caso di vincite particolarmente importanti bisogna rimanere sotto alla lente di ingrandimento del fisco. Chi vuole sapere come aprire un casinò in Italia può anche fare tutto da solo, senza farsi accompagnare da altri collaboratori o consulenti, ma rispetto alle piattaforme online i compiti da svolgere sono molti di più e solitamente gli esercenti preferiscono avere almeno un uomo di fiducia al proprio fianco. Senza una certa solidità economica, si rischia di disperdere l’investimento nel giro di pochi mesi. Anche per questo motivo in molti scelgono di agire in tandem. Si tratta pur sempre di fare impresa e non c’è mai nulla di sicuro nel futuro.