È stata presentata una formale diffida alla Regione Siciliana, agli uffici competenti, alla Prefettura e ai Comuni interessati per chiedere l’immediata sospensione e la revoca del provvedimento che dispone gli interventi di contenimento della popolazione di daini nel territorio ibleo.

La diffida è stata promossa dalle realtà che hanno aderito alla mobilitazione partita dal gruppo FEE Sicilia e che, in pochi giorni, si è allargata a macchia d’olio coinvolgendo associazioni e realtà locali e nazionali.

L’iniziativa chiede inoltre di poter conoscere integralmente gli atti istruttori, il piano di gestione faunistica, l’eventuale parere ISPRA, i dati relativi alla consistenza della popolazione dei daini e il numero degli animali destinati agli interventi. In caso di mancato accoglimento delle richieste, è stata preannunciata l’azione nelle competenti sedi giudiziarie.

La richiesta arriva mentre la Regione ha chiarito che gli interventi di contenimento non avranno inizio prima del 1° settembre 2026, dopo le attività di monitoraggio e localizzazione e previa verifica delle condizioni tecniche e di sicurezza.

PRIMA DI DECIDERE SULLA VITA, CONOSCERE

“La Costituente Federazione Ecologisti Europei – si legge in un comunicato stampa – non intende ignorare i problemi che possono derivare dalla presenza della fauna selvatica. Gli incidenti stradali, i possibili danni alle coltivazioni e le difficoltà che possono sorgere dalla presenza degli animali devono essere affrontati. Ma riteniamo che affrontare un problema non possa significare, come prima risposta, decidere della vita di altri esseri viventi.

La diffida pone domande molto concrete: quali sono i dati aggiornati sulla popolazione dei daini? Quali danni sono stati effettivamente accertati? Quanti animali dovrebbero essere coinvolti? Quali alternative sono state valutate? Su quali elementi è stata assunta la decisione? Sono domande che non appartengono soltanto alle associazioni. Sono domande – si legge ancora nella nota – che riguardano una comunità intera.”

UN PARERE ISPRA DEL 2025 NON PUÒ DIVENTARE UNA FORMULA

Tra gli elementi richiamati dalla Regione vi sono anche le valutazioni tecnico-scientifiche di ISPRA e il Piano straordinario regionale 2025-2029. La stessa Regione sostiene che le scelte adottate siano coerenti con tali valutazioni.