Frode informatica: è questa l’accusa che pende sulla compagnia telefonica WindTre, sotto inchiesta per ricavi indebiti ottenuti tramite percentuali sui servizi aggiuntivi attivati a insaputa degli utenti. Confconsumatori segue l’evolversi della questione ed è pronta a schierarsi come parte civile in difesa dei consumatori coinvolti nell’eventualità di una causa contro la compagnia.

La procura di Milano ha rilevato che la compagnia telefonica aveva il compito di intermediario tra i suoi clienti e i fornitori di piccoli servizi aggiuntivi a pagamento, come meteo, oroscopo, giochi, streaming e altri attivabili grazie a un sovrapprezzo sulla scheda sim dell’utente senza il suo esplicito consenso. La compagnia ricavava una percentuale su questi servizi che, talvolta, potevano essere attivati anche con l’inganno, grazia a fraudolenti banner pubblicitari.

Questo sistema, secondo quanto rilevato dalla Procura milanese, avrebbe fruttato nel 2018 alla compagnia telefonica, ricavi per circa 1,5 miliardi di euro. Attualmente il Giudice per le indagini preliminari ha posto

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