“Rise up” è la prima petizione popolare lanciata dalle organizzazioni giovanili progressiste d’Europa. Giovani italiani, tedeschi, austriaci, francesi, irlandesi, spagnoli, portoghesi e belgi l’hanno costruita insieme per fare sentire la propria voce contro le politiche d’austerità e con la consapevolezza che l’Europa è, innanzitutto, una comunità di destini. E che non ci sarà futuro se non si aggrediscono i divari tra territori, tra redditi, tra opportunità.

Questa è l’analisi formulata dai Giovani Democratici di Vittoria, insieme alle altre organizzazioni europee. “E’ per questo che noi del circolo vittoriese – afferma Gabriele Nicosia, della segreteria GD – vogliamo cogliere questa opportunità nel dare un contributo fondamentale ad un’Europa che sia più solidale nei confronti di milioni di persone che si trovano a fare i conti con il precariato. Occorre proteggere i lavoratori europei introducendo il minimo salariale europeo e misure obbligatorie per il pari trattamento economico tra uomini e donne. Va introdotta una “social guarantee” per i giovani europei al di sotto dei 24 anni. Il diritto allo studio non deve essere solamente un lusso di pochi ma deve diventare, sul serio, un diritto per tutti. Vanno previsti investimenti per il risparmio energetico e le energie rinnovabili, al fine di creare nuovi posti di lavoro. È necessario introdurre una patrimoniale comunitaria per aumentare le entrate dei singoli stati e garantire la copertura delle spese per il Welfare e l’istruzione pubblica, mettendo al tempo stesso fine ad un’iniqua e ingiusta pressione fiscale attraverso l’introduzione di un’aliquota più alta sulle rendite e una pressione fiscale più bassa sulle imprese. In maniera tale da consentire alle stesse imprese di assumere personale qualificato e scoraggiare il lavoro in nero”.

Per Gabriele Nicosia, “si tratta di una sorta di decalogo dei giovani progressisti europei al quale aderiscono anche i Giovani Democratici di Vittoria. È arrivato il tempo di cambiare la vita a milioni di cittadini europei. Dopo l’austerità occorre perseguire equità e crescita”.