Lottano ancora tra la vita e la morte, ricoverati in gravi condizioni in ospedale, i familiari di Wajidi Zaouali, il 30enne responsabile dell’incendio appiccato nella casa di famiglia a Vittoria. Il giovane era in libertà vigilata proprio a causa dei maltrattamenti nei confronti della famiglia.

Una raccolta fondi è stata avviata nei gorni scorsi per sostenere la famiglia, sulla piattaforma “Gofund me”, con l’obiettivo di dare un supporto economico anche a all’altra sorella, studentessa universitaria a Torino, che non era in città la scorsa settimana, quando il fratello ha incendiato l’abitazione.

A seguito dell’inferno di fuoco dentro l’edificio sono decedute la madre Mariem di 53 anni e la sorella Samah, di 34 anni. Gravi le condizioni del capofamiglia Kamel, ricoverato al Civico di Palermo e della figlia Omaima di 20 anni, ricoverata a Catania. La giovane ragazza stava studiando per prepararsi ad affrontare gli esami di maturità, tra pochi giorni e poi anche lei doveva andare all’università. La sua vita però è stata stravolta dal fratello che ha dato fuoco alla casa di famiglia.

Stando a quanto si apprende da tempo la famiglia aveva difficoltà con l’unico figlio maschio Wajidi, continue minacce e richieste di denaro, forse dovute alla sua dipendenza dalle droghe.

I genitori si erano anche rivolti alle forze dell’ordine ma nessuno è riuscito a fermare il giovane che ora è in carcere in isolamento: oggi è prevista l’udienza di convalida del fermo.