E’ stato trasferito dal carcere di Ragusa a quello di Caltagirone, Sergio Palumbo, il 26enne che ha sequestrato, violentato e rapinato a Vittoria, lo scorso 2 Settembre, una ragazza.

Lo stupratore è stato tratto in  arresto ed è accusato di sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina. L’uomo, già condannato per fatti analoghi e con soltanto l’obbligo di dimora da rispettare, ha fermato per strada con una scusa la donna e l’ha costretta a trascorrere con lui diverse ore.

Palumbo con una grossa pietra in mano ha minacciato la malcapitata di ucciderla se non ubbidiva. Si mette così alla guida della vettura della donna e la porta nella zona del cimitero di Vittoria, cerca una strada isolata ed al buio, ferma l’auto, prende il portafogli della vittima, la rapina di 250 euro e tira fuori la carta d’identità. Legge ad alta voce e con attenzione tutti i dati e rivolgendosi alla donna le dice “adesso so tutto di te”, quindi se non voleva avere problemi doveva assecondarlo altrimenti avrebbe ammazzato lei e la sua famiglia.

Dopo averla rapinata abusa sessualmente di lei, poi decide di portarla a Marina di Ragusa; poco dopo ripartono per Vittoria e non pago per tutto il male già fatto, torna nuovamente dove l’aveva condotta la prima volta e la violenta ancora. Poi, come se nulla fosse, ma sempre sotto le continue minacce, la fa guidare fino ad una piazzetta vicino casa sua e si fa lasciare li; prima di scendere ribadisce ulteriormente le minacce di morte.

La donna però racconterà tutto alle Forze dell’ordine, che sono riusciti in breve tempo a risalire all’uomo e ad arrestarlo.




Una vicenda che ha lasciato senza parole una intera comunità, quasi increduli di leggere il dettagliato racconto fornito dalla giovane donna.

Sulla vicenda oltre alla Commissione Straordinaria del Comune di Vittoria, sono intervenute anche Fiorella Mannoia e Ornella Vanoni, oltre al Vescovo Cuttitta.

Il fatto di cronaca pesa ancor di più se si pensa che il Palumbo lo scorso anno aveva già rapinato e violentato una donna: per questo era già stato condannato, ma rimasto libero di poter commettere nuovamente lo stesso reato.