Il Tribunale di Catania, accogliendo le richieste della Procura, ha rinviato a giudizio per diversi reati, abuso d’ufficio, falso nove docenti dell’Università di Catania, per due di questi anche il reato di corruzione.

Tra queste nove persone,  due sono ex rettori: Giacomo Pignataro e Francesco Basile ( a cui è stata contestata la corruzione), gli altri sono sette direttori dei dipartimenti, che andranno a processo: Giuseppe Barone, Michele Maria Bernadetta Cavallaro, Filippo Drago (anche per lui corruzione), Giovanni Gallo, Carmelo Giovanni Monaco, Roberto Pennisi e Giuseppe Sessa. Cade, per il momento, l’accusa di associazione a delinquere.




La giudice Marina Rizza ha già condannato a un anno e due mesi di reclusione l’ex prorettore dell’ateneo, Giancarlo Magnano di San Lio per il reato di abuso di ufficio: aveva scelto il rito abbreviato.

A breve ci sarà anche l’udienza nei confronti degli altri quaranta docenti a cui sono contestati gli abusi ai concorsi.

Il processo a seguito dell’inchiesta “Università bandita” che ha fatto emergere anni di concorsi truccati e gestione ottriata delle cariche pubbliche nell’ultimo decennio dell’Università di Catania. Le indagini svolte avevano documentato l’esistenza di un vero e proprio codice di comportamento “sommerso” operante in ambito universitario secondo il quale gli esiti dei concorsi dovevano essere predeterminati dai docenti interessati, nessuno spazio doveva essere lasciato a selezioni meritocratiche e nessun ricorso amministrativo poteva essere presentato contro le decisioni degli organi statutari. Questo scriveva la Procura Distrettuale della Repubblica di Catania nel giugno 2019.