Francesca Mannina è una delle vittime italiane del terremto che ha sconvolto il Venezuela lo scorso 24 giugno. Il cadavere è stato estratto dalle macerie del residence Pin High di La Guaira, alle porte di Caracas.

La donna era rimasta bloccata proprio sulla soglia dell’edificio, mentre tentava di mettersi in salvo. Il marito, che era con lei al momento della scossa, è riuscito invece a uscire vivo dopo essere rimasto intrappolato sulle scale.

Laureata in commercio internazionale, Francesca Mannina lavorava con il marito nella macelleria di famiglia. La coppia non aveva figli e abitava nella parte bassa del residence Pin High, l’ala dell’edificio che è poi venuta giù sotto la spinta del sisma.

La donna era originaria di Balestrate, in provincia di Palermo.

“Addio, nipotina dal cuore immenso – scrive lo zio sui social – Sempre pronta a incoraggiare, a donare speranza e augurare il bene. Ora il terremoto ti ha portata via e il dolore che hai lasciato è indescrivibile. Grazie di cuore a tutti coloro che ci sono stati vicini e che fino all’ultimo si sono uniti alla nostra speranza di poterti ritrovare indenne”.

Francesca Mannina è la seconda vittima siciliana del terribile terremoto in Venezuela.

Giuseppe Colaianni, 55 anni, originario di Calascibetta nell’Ennese, era stato ritrovato sepolto dalle macerie ieri. L’uomo viveva al diciassettesimo piano di un palazzo a La Guaira con la moglie venezuelana Iasmira. Quando è arrivata la prima scossa era in videochiamata con la figlia Antonella, 22 anni, che studia in Francia: dall’altra parte dello schermo erano appena scattati gli auguri per il compleanno della ragazza, poi la linea si è interrotta di colpo. Ha messo in salvo la moglie ma non è riuscito a uscire dall’edificio in tempo. Aveva anche un altro figlio, Egidio, 27 anni, ingegnere chimico a Firenze. In Venezuela era rientrato da appena tre settimane, dopo due anni vissuti in Francia con la moglie per stare vicino alla figlia trasferitasi in Europa a studiare lingue.