susinoIl sindaco di Scicli, dott. Franco Susino,  in sede di audizione congiunta della VIII commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e X commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati, ha espresso il suo  convinto e chiaro no per la ricerca e per le perforazioni di giacimenti petroliferi nel Mar Mediterraneo.

“Come Sindaco di Scicli ho ribadito ieri, unitamente al rappresentate dell’amministrazione comunale di Marsala, il mio pieno consenso alla risoluzione presentata dalla parlamentare Maria Stella Bianchi sulla sospensione delle autorizzazioni per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti petroliferi e modifica della normativa sulla materia – afferma Susino.

La risoluzione punta a rivedere in modo radicale e con un orizzonte diverso il rapporto tra lo Stato e le società che intendono coltivare giacimenti petrolifere soprattutto in mare.

Puntiamo insieme agli altri sindaci interessati alla sospensione ogni forma di autorizzazione per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti petroliferi nell’Adriatico e più in generale nel Mediterraneo in attesa che un’apposita Conferenza dei Paesi rivieraschi individui, sul modello della citata «Conferenza internazionale delle regioni adriatiche e ioniche», una regolamentazione comune delle attività estrattive e di esplorazione degli idrocarburi;

ad assumere iniziative per modificare la normativa riguardante le attività di ricerca, di prospezione e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, ripristinando il divieto nello spazio di 12 miglia dalla costa per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 128 del 2010, per evitare che si creino situazioni che ne disattendano la finalità, cioè la garanzia di maggiore rigore nella tutela ambientale, e per rendere le disposizioni chiare, certe e applicabili, in condizioni di equità, a tutti i soggetti che operano nel settore della ricerca, prospezione e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi in mare;

a non mettere a rischio e a non pregiudicare, neanche potenzialmente – continua Susino -, lo stato delle aree di reperimento di parchi costieri e marini e di aree marine protette, impedendo quindi l’avvio di nuovi impianti e attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi in mare oltre ad assoggettare a valutazione ambientale per motivi di dovuta cautela e precauzione e con il massimo coinvolgimento delle comunità interessate anche le attività finalizzate a migliorare le prestazione degli impianti di coltivazione di idrocarburi di cui all’articolo 1 comma 82-sexies della legge 23 agosto 2004 n. 239; ad adottare tutte le iniziative necessarie, anche normative, affinché i titolari di concessioni per ricerca ed estrazione di idrocarburi garantiscano adeguati piani di emergenza e le risorse economiche per la copertura degli interventi immediati di sicurezza, disinquinamento e bonifica, in caso di incidente, anche attraverso il deposito di adeguate cauzioni; a verificare la sussistenza dei requisiti economici e tecnici delle società titolari di permessi di ricerca in modo da garantire efficienza tecnica, sicurezza e pieno rispetto di tutte le prescrizioni e dei vincoli stabiliti dalle autorità competenti: non solo degli obblighi – stabiliti dal Ministero dello sviluppo economico – per la gestione degli impianti e la sicurezza mineraria – ma anche, in particolare dei vincoli disposti da Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dalle regioni per gli aspetti di compatibilità ambientale nella realizzazione e gestione di impianti e pozzi, tenuto conto delle tecniche e delle conoscenze più avanzate per il «buon governo» dei giacimenti.

Come Sindaco di Scicli, così come condiviso anche dal Consiglio Comunale, ho ribadito che il mio territorio ha fatto del turismo una decisiva leva per il rilancio dell’economia e dell’occupazione rivolta soprattutto alle giovani generazioni. Non consentirò mai che la “Costa di Montalbano” diventi la “Costa del Petrolio”. Continuo in nome della città a perorare questa causa e ho consegnato – conclude Susino – una lunga memoria dove si spiegano i motivi per i quali contrastiamo il tentativo di scempio del territorio e delle coste”.