Quando si parla di viaggiare, come si può facilmente intuire, si fa riferimento a un settore che è stato completamente modificato dall’evoluzione tecnologica, come è successo anche al campo dell’intrattenimento, con il boom dei casino gratis e degli smartphone per poter navigare online.

In riferimento al settore del turismo, però, è bene mettere in evidenza come il web offra la possibilità di scoprire tantissimi dettagli utili per organizzare i propri viaggi, anche quando l’intenzione è quella di andare alla scoperta delle meraviglie che può offrire la Sicilia.

Ad esempio, in tanti sono affascinati dalla città di Catania, una delle più importanti dell’isola, che è spesso legata a delle leggende davvero particolari: proviamo a conoscerle più a fondo.

La leggenda del cavallo senza testa

Nel caso in cui aveste già visitato Catania, alle prese in questo periodo con tremende alluvioni, allora uno dei luoghi da non perdere assolutamente è senz’altro via Crociferi. Quello che in molti, però, non sanno, è la leggenda, dai contorni piuttosto macabri, che si riferisce a questa storica via del barocco ed è molto interessante provare ad approfondirla.

Stando alla leggenda, infatti, nel corso del 1700 si verificavano di continuo degli incontri di natura completamente segreta, così come ci fu un notevole groviglio di intrighi, anche e soprattutto legati all’amore, tra i nobili di quell’epoca.

Ebbene, furono proprio gli stessi nobili a elaborare uno stratagemma per fare in modo che tali incontri potessero continuare, senza però dare nell’occhio. In questo senso, c’è da mettere in evidenza come fecero qualunque cosa per diffondere la voce che, nel corso delle ore notturne, un cavallo dalle sembianze decisamente mostruoso senza testa, che si aggirava proprio in via Crociferi, bramoso di aggredire tutti coloro che fossero passati in quelle zone di notte.

Così, si dovette registrare la scommessa di un giovane incurante di tali dicerie, che volle sfidare i propri amici e dimostrare loro che non c’era nessun rischio nel passare dopo la mezzanotte in via Crociferi. In che modo dare un segno del suo passaggio? Piantando un chiodo di grosse dimensioni proprio al di sotto dell’Arco di San Benedetto.

Ebbene, nella sera in cui il giovane catanese prese a piene mani il coraggio e dopo la mezzanotte volle dimostrare di avere ragione, arrivò fino al punto che è stato concordato, piantando il chiodo come da accordi. Purtroppo, non si rese conto che una parte del suo mantello fosse rimasta incastrata proprio in quello stesso chiodo. Ebbene, nella convinzione che fosse invece stato trattenuto in quel punto dal ben noto cavallo senza testa, morì sul colpo per colpa della paura.

La leggenda del mago Eliodoro

In questo caso si tratta di una leggenda veramente antica, in cui viene narrata la storia di un giovane nobile di origini siciliane, che è particolarmente dedito al cattolicesimo, che aveva l’intenzione di diventare vescovo.

Ebbene, dopo che tale giovane nobile siciliano si incontrò con uno stregone del popolo ebraico, pare abbia deciso di cambiare le sue mire e di lasciarsi sedurre in pieno dall’arte della magia. Ebbene, pare che una notte questo giovane nobile andò fino in cima ad una colonna, cominciando una serie di invocazioni nei confronti del diavolo. Proprio nei confronti di quest’ultimo, nel dialogo intercorso tra i due, ecco che chiede di esaudire qualsiasi suo desiderio, ma in cambio dovette giurare di rinnegare per sempre la sua fede cristiana.

Ebbene, secondo tale leggenda, pare che fu Eliodoro a scolpire il Liotru, ovvero il vero e proprio simbolo della città, e tramite esso cominciò a girovagare per la città, cercando di torturare, così come di sottomettere i poveri cittadini. Nel momento in cui questi ultimi cominciarono a ribellarsi, ecco che Eliodoro dovette per forza di cose scappare e trovare rifugio all’interno dell’elefante, in cui la leggenda vuole che sia ancora intrappolato.