«La Polizia Locale di Scicli ha denunciato ai sensi dell’art. 341 bis del Codice Penale, per oltraggio a pubblico ufficiale, un quarantenne di Scicli per aver leso l’onore e il prestigio del corpo di polizia municipale e del sindaco attraverso il suo profilo social. Recita la Legge: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni». Questo il comunicato stampa inviato nella giornata di ieri dal Comune di Scicli che ha scatenato una serie di reazioni sui social. Nel comunicato non si fa riferimento specifico al caso in questione, ma si parla di un quarantenne che ha utilizzato il suo profilo social per offendere il sindaco e i vigili urbani. Il riferimento potrebbe essere ad un video satirico pubblicato su Facebook da un cittadino durante il periodo di lockdown, video che riprende il passaggio dell’auto della PM con l’audio del primo cittadino che raccomanda ai cittadini di stare a casa e trasformato in chiave Rap/satirica. Il 40enne in questione è stato però querelato per il reato di diffamazione, articolo 595, comma 2 del codice penale e non per oltraggio a pubblico ufficiale. La notizia si è subito diffusa sui social anche con attacchi all’amministrazione da parte di chi rivendica la possibilità di poter fare satira senza essere denunciato.




La nota del PD

 

«Stentavamo a credere che davvero la pubblicazione di un video goliardico da parte di un cittadino potesse aver determinato un’indagine giudiziaria, ma il Comune di Scicli, sul il proprio profilo ufficiale, ha confermato che la Polizia Locale ha denunciato un cittadino per aver leso l’onore e il prestigio del corpo di polizia municipale e del sindaco attraverso il suo profilo social.
La questione non attiene alla condotta tenuta, se integri o meno una fattispecie di reato, quanto alla reazione dei soggetti lesi (Polizia Municipale e sindaco) rispetto ad un atto che si inquadra nello scherno satirico, piuttosto che nell’oltraggio. E lo stesso fatto che ne sia stata data notizia attraverso il profilo ufficiale del Comune, legittima il dubbio che dietro la denuncia dei fatti ci sia la chiara volontà dell’amministrazione di perseguire penalmente il fatto.
Che questa amministrazione sia esageratamente insofferente ad ogni genere di critica, lo abbiamo visto, ma che adesso l’autorità politica ricorra a quella giudiziaria di fronte ad un atto di mero sberleffo, vi si coglie una malcelata la volontà di punire le “intemperanze”, rieducare il “reo”, paventare il potere punitivo come supplenza alle proprie mancanze.
Pensiamo invece che ad offendere le istituzioni sia piuttosto l’illegalità più o meno diffusa, il malfunzionamento del recupero dei tributi, o di settori come urbanistica e rifiuti, che hanno la responsabilità della tutela del territorio. La città trarrebbe immenso vantaggio se la Polizia Municipale individuasse e denunciasse, invece, coloro che scaricano abusivamente i reflui fognari a mare, o chi quotidianamente appicca fuochi per smaltire illegalmente materiali vari, o chi offende il nostro territorio con l’abbandono indiscriminato di rifiuti.».