sciopero operatori ecologici 7 ottobre 2013 2La Cgil non va più nel cantiere dell’impresa ecologica Eco Seib di Scicli per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi. L’unico interlocutore è la Prefettura. Nessun rapporto con l’impresa, con i lavoratori e con il sindaco Franco Susino. Quella del sindacato più grande d’Italia non sarebbe una presa di posizione per allontanarsi dal presunto clima “mafioso” per paura di ritorsioni ma sta nell’esigenza di trovare una soluzione tempestiva e senza perdite di tempo attraverso un organo istituzionale che rappresenta il governo.

E’ pesante e fa un po’ paura l’aria che si respira tra i netturbini dopo l’arresto di Francesco Mormina, capo cantiere, una qualifica che ha innalzato non solo lo status sociale ma anche lo stipendio, oltre a quello suo anche quello di suo figlio e suo fratello, ingaggiati dopo tante pressioni, come è stato verificato dalle indagini dei Carabinieri del Comando provinciale di Ragusa con la Dia.

Se Mormina intimava i dipendenti di non partecipare alle assemblee della Cgil, loro ottemperavano all’ordine e su 40 netturbini se ne presentavano solo due. E’ successo due volte in tre anni.  Le parole di Mormina erano come Bibbia. Ma come mai il capo cantiere si è opposto alle assemblee per rivendicare lo stipendio? Non è anche il suo di stipendio che non viene retribuito? E’ qui che si casca male. Mormina percepiva le sue mensilità in anticipo.

Giugno e luglio e la quattordicesima mensilità devono ancora essere corrisposte ai dipendenti e il sindacato,  che per la parte della Funzione Pubblica è retto da Giovanni Lattuca, ha preso le distanze da Scicli. Il rapporto tra il capo cantiere e il sindacato era apparentemente disteso. Mormina dava del “Lei” al segretario Lattuca e interferiva nell’attività sindacale sottobanco facendo pressioni solo sui dipendenti.

La Cgil vuole prendersi un attimo di pausa perché “qualunque cosa faccia la Cgil viene strumentalizzata”.

Il rischio è che senza una “guida sindacale” i netturbini potrebbero fermare la raccolta dei rifiuti senza alcuna autorizzazione prefettizia per lo sciopero procurando un danno ambientale. Il mancato pagamento delle retribuzioni sta facendo scoppiare una “bomba sociale”: gli operatori ecologici sono senza soldi e quindi non possono comprare da mangiare e non possono pagare bollette e benzina. La Prefettura è incaricata dal sindacato per dare risposte e subito attraverso l’interlocuzione con la ditta e il comune.

Viviana Sammito

Foto: repertorio novetv