Scicli – Omicidio Peppe Ottaviano, interrogato il presunto assassino: “Sono innocente!”
- 7 Novembre 2025 - 15:12
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E’ stato interrogato stamattina il 43enne sciclitano Gianni Agosta, accusato di aver ucciso Peppe Ottaviano nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2024 nell’abitazione della vittima, in Via Manenti a Scicli.
Agosta, difeso dall’avvocato Platania si professa innocente.
Agosta però per il momento resta in carcere. L’uomo è stato arrestato dopo 18 mesi di indagini. L’omicidio è stato per lunghi mesi un mistero che sembrava destinato a rimanere irrisolto. La svolta decisiva mercoledì 5 novembre con l’arresto di Agosta, persona ritenuta responsabile di aver ucciso Giuseppe Ottaviano, 40 anni.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri su disposizione della Procura di Ragusa, che da mesi lavorava su uno dei casi di cronaca più inquietanti della provincia.
Il corpo di Ottaviano era stato scoperto da alcuni familiari, preoccupati perché da ore l’uomo non rispondeva al telefono. Quando i parenti entrarono nell’abitazione, notarono le tracce di sangue sparse in diversi punti della casa, oggetti rovesciati e il corpo del quarantenne disteso sul letto, con ferite profonde al volto e alla testa. Fin dai primi rilievi, gli inquirenti esclusero l’ipotesi di una morte accidentale o di un gesto estremo. Non c’erano segni di effrazione alle finestre né alla porta d’ingresso, un dettaglio che indirizzò subito le indagini verso una pista precisa: l’assassino conosceva la vittima.
La ricostruzione dei carabinieri, sviluppata attraverso analisi scientifiche, riscontri tecnologici e testimonianze dirette, ha permesso di delineare un quadro sempre più nitido. Quel giorno, Giuseppe Ottaviano aveva trascorso la mattinata nella sua casa al mare di Donnalucata, per poi rientrare nel centro di Scicli nel pomeriggio, dove era stato visto in alcuni locali abitualmente frequentati.
Un particolare aveva destato la curiosità anche dei vicini di casa: la sua auto era stata parcheggiata in maniera anomala, quasi di traverso, tanto da richiedere l’intervento del carro attrezzi il giorno successivo. Un dettaglio apparentemente marginale, ma che si sarebbe rivelato utile per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima prima dell’aggressione. L’analisi dei tabulati telefonici e dei filmati delle videocamere di sorveglianza ha permesso di tracciare con precisione i contatti e i movimenti della vittima nelle ore precedenti alla morte.
Dalle analisi più approfondite dei tabulati telefonici e dall’incrocio di tutti i dati raccolti, gli investigatori hanno delineato un quadro chiaro: tra la vittima e il nuovo compagno della sua ex fidanzata esisteva una tensione crescente. Pochi giorni prima dell’omicidio, i due si erano incontrati per un “chiarimento” durante il quale l’uomo aveva ordinato alla vittima di non cercare più la donna.
Nei giorni successivi, i continui tentativi di Giuseppe Ottaviano di ricontattare l’ex avrebbero spinto il rivale a organizzare una vera e propria spedizione punitiva. Una videocamera di sicurezza di un locale della zona ha immortalato il 43enne mentre si avvicinava all’abitazione dove, poco dopo, sarebbe avvenuto il delitto.
Il movente è stato rafforzato dal contenuto di numerose intercettazioni, che confermavano la gelosia e il rancore dell’uomo nei confronti di Ottaviano. Sulla base di questi elementi, la Procura della Repubblica ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’emissione di una misura cautelare, accolta dal GIP del Tribunale di Ragusa. Il presunto assassino è accusato di omicidio volontario aggravato.
La notizia dell’arresto di Agosta, ha lasciato increduli quanti lo conoscono; lavoratore nel settore edile, personaggio noto anche nel mondo del calcio: è infatti un ex giocatore e allenatore.
Il caso non è chiuso, le indagini continuano: rimane da chiarire la posizione della compagna del presunto omicida, ex fidanzata della vittima. Nessuna novità in merito sarebbe emersa durante l’interrogatorio.














