Scicli – Novalex sulla TASI: “No alla dittatura fiscale. Violata la legge dai 10 consiglieri comunali che l’hanno approvata”
- 19 Ottobre 2014 - 19:39
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La Tassa sui servizi indivisibili (TASI) è stata introdotta con la legge di stabilità 2014 approvata con il voto di fiducia di PD, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e partiti minori (art. 1, co. 669, Legge n. 147/2013). La Corte dei Conti, pronunciandosi in merito alla TASI, si è espressa definendo la nuova tassa «una patrimoniale che si avvicina all’IMU».
E la motivazione risiede nel fatto che la TASI non è commisurata al costo del servizi stessi da finanziare, bensì al valore degli immobili e delle aree fabbricabili ed i contribuenti sono di fatto quasi solo i proprietari degli stessi e non tutti i contribuenti che usufruiscono dei servizi. La base imponibile è identica all’IMU.
I dieci consiglieri comunali (Verdirame, Pellegrino, Fortino, Scimonello, Vindigni, Ingallinesi, Causarano, Aquilino, Ferro e Alfieri) che hanno approvato la delibera TASI, fissando l’aliquota al 2,5 per mille, non hanno tenuto in alcun conto della capacità contributiva delle famiglie a basso reddito (pensionati al minimo, disoccupati e famiglie in stato di grave disagio economico etc.) in quanto non hanno introdotto alcuna esenzione o riduzione a favore di tali soggetti. Di conseguenza tante famiglie non saranno in grado di pagare la TASI in quanto non hanno redditi sufficienti neanche a soddisfare le necessità primarie.
Analizziamo i due adempimenti fondamentali per l’applicazione della TASI: regolamento e delibera.
In merito all’approvazione del regolamento TASI i consiglieri comunali non hanno effettuato l’individuazione dei servizi indivisibili e l’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la TASI è diretta, in violazione della norma di cui all’art. 1, comma 682 della sopra citata legge di stabilità.
In merito all’approvazione della delibera TASI i dieci consiglieri comunali dovevano approvare le aliquote della TASI in conformità con i servizi e i costi individuati precedentemente nel regolamento, in ossequio alla disposizione dall’art. 1, comma 683, della sopra citata legge. Invece hanno approvato l’aliquota TASI del 2,5 per mille senza conoscere quali erano i servizi indivisibili e i relativi costi da finanziare con l’introito della TASI, violando così la legge e dimostrando una incompetenza unica.
E’ evidente quindi che il regolamento TASI e la relativa delibera sono state approvate in palese violazione delle sopra citate norme. Per cui ricorre il vizio di violazione di legge e pertanto il regolamento e la delibera possono essere impugnate innanzi al TAR, il quale ha il potere di dichiararne l’illegittimità con consequenziale annullamento dell’aliquota massima del 2,5 per mille e ripristino dell’aliquota base dell’1 per mille.
Va detto che le Associazioni di categoria e i Sindacati possono presentare il ricorso al TAR, se hanno intenzione di difendere i propri iscritti.
In ultimo la giustificazione dei consiglieri comunali per l’approvazione dell’aliquota TASI del 2,5 per mille è stata quella di salvare il Comune di Scicli dal dissesto, non capendo che la maggior parte dei contribuenti non sarà in grado di pagare questo ulteriore balzello e quindi gli introiti sperati non si conseguiranno. I Comuni invece si salvano con la riduzione delle spese e degli sperperi e del numero dei pubblici dipendenti.
Dott. Giuseppe Implatini












