Scicli – La scenografa Maria Alfieri in mostra con due opere a Lucca
- 22 Maggio 2023 - 11:56
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La sciclitana Maria Alfieri espone a Lucca con l’associazione “Artisticamente” di cui fa parte. La mostra intitolata “l’arte in libertà” è stata inaugurata lo scorso sabato, presso la casermetta di San Pietro sulle mura urbane. Mostra fotografica, pittura e scultura ricca di momenti e performance, visitabile fino al 28 maggio 2023.
All’inaugurazione di sabato pomeriggio il presidente Nelita Specchierla insieme al direttivo hanno promosso giovani artiste, il momento di apertura con una performance di danza e lettura, presenti naturalmente anche le figure istituzionali della citta’ Lucchese e la presidente del comitato dell’unicef .
L’artista Sciclitana, ha esposto due opere, una realizzata durante il primo lockdown, la seconda nel 2021.
“Risveglio” offre uno scorcio sul mondo afflitto dalla minaccia del Coronavirus e lo fa attraverso la sensibilità dell’artista, con linguaggio onirico e simbolico.
Nella vastità dell’Universo, l’occhio della pittrice diventa una lente di ingrandimento che apre uno spaccato temporale, quasi un oracolo portavoce di libertà.
La lente è altresì un microscopio sulla terra. Essa individua e palesa il male che colpisce non solo il corpo, ma anche la sfera più profonda dell’essere. L’intera composizione è tuttavia filtrata dalla fede in Dio, rappresentato sulla destra con tinte delicate. I suoi occhi chiusi suggerirebbero una dimenticanza nei confronti del mondo e delle sue creature, infatti una donna piange lacrime purpuree, simulacro di una vitalità che sembra perduta e destinata a scomparire per sempre. Ma dal pensiero dell’ Eterno si libra il volo di una rondine, diretta sul lato opposto, ed ecco che dal pianto sgorga una linfa che nutre e dà a vita alla speranza, dall’ amarezza del sacrificio sbocciano fiori profumati.
Nel secondo quadro si nota sullo sfondo, una silhouette senza volto, velata in una morbida seta rossa lascia scoperti i seni. Essa incarna l’eros, coinvolge lo spettatore nel piacere che deriva dal corpo attraverso lo sguardo. Un corpo che può essere oggetto di desiderio, la cui individualità è descritta dalle maschere che indossa, l’una più brillante, l’altra più cupa. In primo piano, una fanciulla esile, si pone in contrasto all’altra figura. Essa non si lascia avvolgere da opulenti drappeggi ma, al contrario, indossa abiti di foggia modesta che quasi si disintegrano nello spazio, ad impersonare forse un desiderio di liberazione dalla rigidezza di un canone da impersonare. Ed ecco, allora, che la corporeità si intreccia alla sfera delle emozioni, alla più profonda intimità dell’ Io, suggellando tale incontro in un bacio.
















