Scicli – La piccola Apocalisse di Micenci
- 6 Settembre 2013 - 16:31
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Micenci, durante il periodo greco, con la sua fonte di acqua dolce protetta da un muretto di pietra e alla cui custodia stavano due soldati, con il suo dorato e soffice arenile, sicuramente doveva essere luogo di impareggiabile bellezza se fino a poco tempo fa, nonostante l’antropizzazione spietata, riusciva ancora a suscitare stupore tra residenti e turisti.
Fino a poco tempo fa purtroppo, perché la sorgente di acqua dolce sulla riva del mare,simbolo di Donnalucata, meta di curiosi e attrazione turistica non è più distinguibile all’interno di quel “pantano” composto da acque stagnanti e fango sabbioso che ha preso il posto dell’arenile.
Lo spettacolo che si presenta a chi ha conosciuto i luoghi in modo diverso, suggerisce l’idea di una “piccola apocalisse“che pone interrogativi inquietanti sul come possa essere accaduto tutto ciò.
L’estate oramai è alle porte, ma il problema rimane, anzi si fa sempre più incontrollabile con l’acqua che entra nei giardini delle abitazioni, nei garage, nelle case, ovunque trovi spazio. Ora interviene il CUTASS SCICLI sulla questione con un documento stampa.
Non entrando nel merito delle cause che hanno determinatoil danno ambientale (errore umano o evento naturale, l’accertamento lo lasciamo alle opportune indagini tecniche) – si legge nel documento – qui ci interessa principalmente evidenziare l’assenza e la latitanza degli Enti Pubblici preposti a far fronte a disastri ambientali di questo tipo.
Gli Assessorati all’Ambiente a tutti i livelli (Regionale,Provinciale, Comunale),il Genio Civile, le Università con le facoltà di Geologia e Ingegneria,sono tutte istituzioni che hanno il dovere di farsi carico del problema,interveniree trovare una soluzione.
Intanto le condizioni igienico-ambientali diventano di giorno in giorno sempre più gravi,se è vero come è vero che le acque di falda (la cui commistione con le acque di scarico fognario bisognerebbe escludere con urgenza) si sono infiltrate al di sotto e fin dentro le civili abitazioni.
Ora, memori di altri drammi accaduti in altre borgate,sebbene di altra natura, e imputabili alla distrazione se non all’assenza degli Enti preposti alla pubblica incolumità,non vorremmo che la stessa cosa si ripetesse a Micenci.
Pertanto, – si legge ancora nel documento a firma del CUTASS Scicli – rivolgiamo un appello a S.E. Il Prefetto di Ragusa perché si faccia promotore di una conferenza di Servizio con tutti gli Enti competenti.
Forse potrà sembrare un po’ esagerato affermarlo, ma il futuro della città di Scicli potrebbe dipendere anche dal Pantano di Micenci.












