foto salvatore galfoÈ stata una manifestazione composta e pacifica quella che si è tenuta ieri a Scicli per dire no all’impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi in contrada Cuturi. Al corteo hanno partecipato diverse centinaia di persone, anche se forse gli organizzatori si sarebbero aspettati una partecipazione più massiccia da parte della popolazione, ma il segnale è stato chiaro e deciso: la cittadinanza non vuole l’impianto autorizzato dalla regione . Il Corteo, partito dalla Chiesa di San Michele, si è mosso per la via barocca, dichiarata patrimonio Unesco,  per arrivare davanti al palazzo comunale dove si sono succeduti una serie di interventi da parte di esponenti di associazioni, rappresentanti politici e residenti. L’esortazione di tanti è stata quella di non mediare in occasione dell’incontro che si terrà martedi prossimo a Palermo con il presidente della regione Rosario Crocetta, ma di far valere le ragioni di una città che da sempre ha detto no ai rifiuti puntando sul turismo.

Intanto sull’incontro di Martedi è intervenuto anche il Movimento 5 stelle che sarà presente con il deputato regionale Vanessa Ferreri: “Sulla vicenda, annunciano i cinque stelle, vi sono troppi lati oscuri, “Se i nostri dubbi non saranno chiariti e se non saltano fuori tutte le autorizzazioni, le provenienze dei flussi di rifiuti e i pareri degli enti preposti, ma quelli veri e non presunti, ci opporremo alla nascita di quest’impianto. Scicli è un gioiello del Barocco e un patrimonio dell’Unesco- si legge nella nota dei 5 stelle-  se pensano di approfittare dell’assenza di un governo politico della città per farla diventare capitale del trattamento e recupero rifiuti, sbagliano di grosso”.

Sulla vicenda, nella giornata di ieri, sono intervenuti anche  commissari prefettizi che sono alla guida del comune di Scicli i quali fanno sapere che l’impianto ha ricevuto da parte dell’ente un parere favorevole tecnico e non politico, ma nello steso comunicato i commissari non fanno conoscere qual è la loro posizione in merito.

Foto di Salvatore Galfo