Sta facendo discutere tanto la vicenda che ha visto coinvolto il giornalista (direttore di NoveTv), assieme alla compagna, vittime di minacce, lo scorso 4 luglio, davanti la loro casa, a Scicli.

Del fatto se ne sta occupando anche “Ossigeno per l’informazione”,  un osservatorio promosso congiuntamente dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) e dall’Ordine dei Giornalisti (OdG). Ha lo scopo di monitorare minacce e gravi abusi a danno di giornalisti italiani compiuti per oscurare notizie di interesse generale per l’opinione pubblica.

Il compito primario di Ossigeno per l’informazione consiste nel documentare – anche dal punto di vista quantitativo – l’estensione e la natura delle intimidazioni e degli abusi che limitano la libertà di stampa in Italia, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, e di fronte a notizie in cui è coinvolta la criminalità organizzata. Inoltre l’osservatorio promuove la solidarietà nei confronti dei cronisti minacciati, diffonde la conoscenza del diritto dei cittadini di essere informati, descrive gli effetti della limitazione dell’informazione giornalistica sulla dialettica democratica.

Riccotti La Rocca è stato minacciato presso la sua abitazione da un giovane uomo che protestava perché il giornalista aveva inserito – in un servizio andato in onda sull’emittente locale PrimaTv – il nome e la foto di sua madre. La donna compariva all’interno di un servizio video che La Rocca aveva scritto per raccontare l’arresto di un ex docente e magistrato, accusato di corruzione. Nel servizio veniva detto il nome della donna, che ricopre un ruolo Istituzionale nel Comune di Scicli e veniva mostrava la foto della stessa,  compagna dell’arrestato e persona molto conosciuta in paese in quanto Comandante della Polizia Municipale. Il figlio della comandante non ha gradito questo riferimento alla madre. Dopo aver provato insistentemente a contattare La Rocca sul cellulare si è presentato per ben due volte sotto casa del cronista e ha minacciato di picchiarlo. La prima volta La Rocca non era in casa. C’era la sua compagna che ha chiamato le forze dell’ordine. L’uomo si è ripresentato più tardi e ha inveito ancora contro Riccotti La Rocca, che ha denunciato i fatti alla Procura di Ragusa.

Solidarietà al giornalista è stata espressa dall’Ordine e dal sindacato siciliano dei giornalisti, da tanta gente comune, associazioni e da alcuni partiti politici. Altre sigle di partito invece hanno preferito tacere, non dimostrare nessuna vicinanza al giornalista e alla sua compagna. Da qui la mozione della Consigliera Resi Iurato, che finalmente, dopo già un rinvio, viene affrontata nel consiglio comunale di ieri sera, martedì 24 Luglio.

Viene chiesto di trattare il Punto a porte chiuse, contro il parere del Segretario Generale, custode e garante della legalità degli atti del Consiglio,  che ha spiegato che non vi erano atti di segretezza. Bisognava votare si o no ad una manifestazione di solidarietà. Ma i consiglieri presenti, escluse Morana (M5S) e Iurato (SBC), sono favorevoli a chiudere le porte al pubblico presente, invitato così ad abbandonare l’aula.

Sappiamo che è stato chiesto il ritiro della mozione, ma la Iurato si è rifiutata. Più tardi è venuto a mancare il numero legale e il tutto è stato rinviato alle 18 di oggi.

La domanda che ora la città si fa è: “Perchè l’Amministrazione Comunale e molti consiglieri hanno le mani legate e le bocche cucite su quello che dovrebbe essere un normale atto di condanna di violenza? Quali interessi la condizionano in modo così pesante imbarazzante ed inquietante?

Guarda il servizio video sotto 




 

 

 

 

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