L’altra sera, in Consiglio Comunale, sembrava di assistere ad un remake dei tempi dell’amministrazione Venticinque, per restar fedeli al vecchio copione  mancava il PDL, che però, ad un certo punto, si è materializzato anch’esso, ricostituendo la vecchia maggioranza, così per l’elezione a Presidente del consiglio, Bramanti ha avuto i voti dei due “oppositori” del PDL, facendo a  meno  del solito Rocco.

Brutto segno per gli amanti delle statistiche: per il bene di Scicli speriamo che la giunta Susino si fermi qui con le analogie .

Noi per tradizione non siamo cultori dello sfascio, ma per dovere nei confronti della Città, dobbiamo comunicare fuori dal palazzo quello che avviene all’interno, come la sospensione strategica per risolvere i “dubbi”sulla scelta del  vicepresidente. La scelta sembrava palesemente orientata su un PDL; cosa è poi accaduto perché si variasse sul MPA Fiorilla senza che si sfasciasse il “nuovo asse”?  Adesione disinteressata alle serenate inclusive risuonate per tutta la sera da parte della Giunta? Si e noi siamo nati l’altro ieri !

Tra la finta concordia ed unità dei consiglieri di maggioranza, tenuti insieme principalmente dalla pace di Orazio Ragusa, che fra pochi mesi si appresta a difendere, il seggio in Regione e il non certo disinteressato abbraccio del PDL, vediamo un Sindaco sempre più avviluppato nella melassa che risultò fatale al suo predecessore, lo vediamo rimpicciolito ed indifeso, vaso di coccio tra i vasi di ferro!

Diffidi il Sindaco delle pratiche consociative e rifugga egli stesso dall’incoraggiarle, non c’è niente di peggio, rispetto a certe vecchie amicizie, che certi nuovi amici, talora provenienti dalle parti più strane ed inaspettate.

Noi siamo per la chiarezza dei ruoli e non confondiamo l’opposizione responsabile, l’analisi nel merito delle cose, senza pregiudizi, con il “volemose bene” consociativo, con un malinteso ecumenismo inclusivo che tenda a confondere le responsabilità di governo con quelle d’opposizione. Se ci pensiamo questa è esattamente la prima radice del grande malessere che affligge la democrazia in Italia e che ha portato il Paese al fallimento.

Mentre abbiamo apprezzato i punti di incontro della maggioranza sulla questione del taglio dei costi politici, (su gettoni e dintorni li aspettiamo, beninteso, alla riprova dei fatti quando saremo senza pubblico) e ribadiamo che troppo poco ci sembra il taglio del 30% delle indennità delle cariche istituzionali, assolutamente insoddisfatta crediamo resti la domanda di trasparenza dell’azione amministrativa: non è più tempo di maggioranze occasionali e comunque raccolte. La soluzione dei problemi richiede chiarezza dei ruoli, velocità di confronto, abolizione dell’antica pratica del consociativismo negoziale.

Guglielmo Ferro (Italia dei Valori) – Bernaddetta Alfieri (Italia dei Valori)

Consiglieri  comunali  – Scicli Bene Comune