A Scicli da qualche giorno è polemica sui dehors.  Ristoratori e commercianti della città hanno infatti difficoltà ad ottenere la SCIA per poter aprire il servizio di dehors e di spettacoli all’aperto per i loro locali.

A seguito delle tante lamentele da parte dei gestori degli esercizi commerciali, Start Scicli e Italia Viva hanno presentato una interrogazione dove viene chiesto all’Assessore allo Sviluppo Economico come si intende intervenire per risolvere il problema e dunque poter autorizzare gli spettacoli dal vivo all’interno degli spazi concessi ai locali commerciali.

Nell’articolo 14 del Regolamento approvato in Consiglio Comunale il 28 luglio del 2017 (anche dai consiglieri comunali di Star Scicli) è scritto: “La diffusione di musica nel dehors è consentita tramite impianto di amplificazione collegato all’interno del locale, ma in ogni caso non deve essere arrecato pregiudizio al riposo delle persone. L’Amministrazione Comunale resta in ogni caso sollevata da qualsiasi responsabilità connessa al rilascio della concessione”.  Da qui scaturisce il diniego al rilascio delle autorizzazioni da parte degli uffici del Comune.

Scicli è una città turistica. E come tale non può permettersi di perdere i dehors e il servizio di intrattenimento in centro storico.

“Si rischia un grosso passo indietro” afferma il presidente sezionale Confcommercio Scicli, Daniele Russino, dopo avere appreso del diniego, da parte degli uffici comunali competenti, riguardante il rilascio della Scia necessaria per l’allestimento dei dehors.




“Assieme alle altre associazioni di categoria cittadine – prosegue Russino –stiamo valutando in che modo potere formare un fronte comune per cercare di convincere l’amministrazione comunale a cambiare direzione. Anche perché, considerato il fatto che tra poco ci sono le elezioni amministrative, questa fase di stallo rischia di protrarsi sino a luglio. E non ce lo possiamo permettere.”

Non se lo possono permettere di certo attività – sottolinea Sergio Magro, incaricato del coordinamento provinciale FipeRagusa, la federazione dei pubblici esercizi – che arrivano da due anni di pandemia, contrassegnati da alti e bassi, senza alcuna certezza per il futuro, e che adesso speravano nella prossima stagione estiva per cercare di recuperare qualche vuoto, fermo restando che tutto quello che è andato perduto non potrà più essere colmato. Si è venuta a creare una situazione ingarbugliata e poco piacevole e adesso speriamo che non ci siano dissapori di carattere politico ad alimentare tutta questa vicenda di cui, invece, gli unici a farne le spese saranno gli operatori economici. E noi non vogliamo che accada”.