La Sicilia del 19 marzo

di Carmelo Riccotti La Rocca

 

Passare per le piazze la mattina e vederle vuote fa un certo effetto. In piazza Italia, a Scicli, già a partire dalle prime ore della giornata, si radunano gruppi di anziani e pensionati che, tra una passeggiata e una chiacchierata sui sedili, trascorrono qualche ora prima di rientrare a casa per il pranzo. Molti vengono accompagnati dalle proprie badanti. Nonostante l’ordine tassativo fosse quello di stare a casa, nelle prime giornate di emergenza e di restrizioni severe, qualcuno, come se niente fosse, ha continuato a mantenere le stesse abitudini di prima, ma prontamente è stato redarguito dalle forze di Polizia e invitato a tornarsene nelle proprie abitazioni.




Gli anziani sono i più vulnerabili, sono quelli più degli altri devono essere messi in guardia e protetti dal coronavirus che, statistiche alla mano, risulta letale per gli ultraottantenni. Cambiare abitudini, però, non è semplice, come ci spiega un signore che incontriamo intento a passeggiare, provvisto di mascherina, sulla strada davanti casa. “Non si può stare tutto il giorno rinchiusi dentro davanti la televisione – dice – faccio qualche passeggiata, stando sempre lontano dagli altri. Ogni mattina ero solito andare in piazza e incontrare degli amici, oggi so benissimo che questo non è possibile, ma ho bisogno di prendere aria”. L’anziano, che ci dice di avere 80 anni, è solito la mattina sedersi in una panchina a poche decine di metri dalla propria abitazione. Resta lì da solo un po’ di tempo prima di far rientro a casa. “Ne abbiamo passate tante – chiosa- supereremo anche questa”. Più difficile la vita per chi vive nelle campagne lontano anche dai propri familiari. I volontari ragusani impegnati a rispondere alle richieste di persone che necessitano di cibo o medicinali, raccontano che la maggior parte delle chiamate arriva da persone anziane che non hanno a chi chiedere una mano. Ci sono anche tante storie di solitudine, alcuni hanno semplicemente bisogno di un conforto e di rassicurazioni.

All’interno delle case di riposo l’attenzione è massima

Sicuramente più protetti e coccolati gli anziani ospitati nelle case di riposo, costretti comunque a non poter vedere i propri cari. “Per chi ha la mente lucida – dice Maurizio Gugliotta, titolare di una Casa di Riposo – è davvero difficile. Stiamo cercando di ovviare inviando ogni giorno ai figli video dei nostri utenti. Non c’è il contatto fisico, ma almeno si sentono vicini. La nostra priorità è proteggere i nonni, dobbiamo evitare che accada quello che purtroppo è avvenuto nel nord Italia”.

“In questo momento all’interno della struttura – spiega Marco Spadaro, titolare di un’altra Casa di Riposo- possono entrare solo persone autorizzate. Abbiamo sospeso tutte le attività non urgenti, ne va della salute dei nostri anziani”.




Per gli anziani che stanno vivendo questi giorni a casa, le raccomandazioni sono quelle di evitare il contatto ravvicinato con altri soggetti che non indossino mascherine. Le persone con patologie respiratorie, come ad esempio asma bronchiale cronica, sono quelle più a rischio.

Ovviamente la raccomandazione è anche quella di stare attenti alle truffe, la più diffusa, in questi giorni, è quella di individui che si spacciano per operatori sanitari incaricati di eseguire i tamponi. Bisogna sapere che non si effettuano servizi di questo tipo, quindi, l’invito è quello di non aprire la porta a sconosciuti.