Con la Domenica delle Palme si entra ufficialmente nella Settimana Santa. Oggi, domenica 29 marzo, si celebra l’arrivo di Gesù a Gerusalemme acclamato dalla folla come Messia da una folle festante che agitava palme e rami di ulivo.

Stamattina la benedizione di rami di ulivo e di palma, che i fedeli portano in Chiesa durante la Messa per farli benedire. Poi, i ramoscelli di ulivo e le palme vengono portati a casa come simbolo di pace e, in molte tradizioni, vengono scambiati come segno di buon auspicio. Questa ricorrenza apre la settimana culminante della fede cristiana, che porterà alla Pasqua di risurrezione.In molte città iniziano i riti della settimana Santa. A Scicli oggi particolarmente sentita è la processione del Simulacro dell’Addolorata, antica tradizione, permeata di sacralità e devozione, attrae la comunità sciclitana ma anche fedeli e visitatori provenienti da città limitrofe e dalle vicine province.

Il pomeriggio della Domenica delle Palme, viene portato infatti in processione il simulacro dell’Addolorata di Santa Maria la Nova, ancora oggi al centro della venerazione di tutta la cittadinanza, è legata ad un culto antichissimo che si fa risalire a S. Guglielmo.

Una gran folla di fedeli segue La Pietà; il gruppo statuario è formato da una scultura lignea, la Madonna, adagiata, col capo reclinato, i capelli sciolti ricadenti sul petto, con una veste a fiori, una camicia dorata e un mantello blu damascato che sorregge sulle ginocchia il Cristo deposto; l’affiancano due pie donne, ritte in piedi e, accanto, una croce di legno ricoperta da lamine d’argento.

Gli inizi dei riti della Settimana Santa a Scicli rappresentano dunque un momento di profonda spiritualità e di autentica partecipazione religiosa.

Numerosi appuntamenti caratterizzati da una serie di cerimonie solenni e coinvolgenti, che narrano la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, si celebrano in questa settimana a Scicli.

Il Martedì Santo, la processione dell’Addolorata di S.Bartolomeo.

Ma molto sentita è anche la “funzione ” del Giovedì Santo, con l’allestimento, nelle cappelle delle varie chiese, dei “Saburcara”, i Sepolcri, che devono essere visitati, come vuole la tradizione, in numero dispari. Il Giovedì Santo le chiese di Scicli si vestono di lutto e di solennità, mentre i fedeli si radunano per partecipare ai riti liturgici e per contemplare gli altari adornati con fiori e simboli sacri.

Suggestiva è poi la sera del Venerdì Santo, quando viene portato in processione il Simulacro della Madonna Addolorata, detta “dell’Ospedale” perchè già custodita e venerata nella demolita chiesetta dell’Ospedale. Vestita con il tradizionale abito nero e una spada che le trafigge il petto. La processione inizia dalla chiesa di San Giovanni e, in una atmosfera di grande raccoglimento, si avvia verso la chiesa di Santa M. la Nova dove incontrerà il figlio defunto; Gesù è custodito dentro una cassa di vetro. Viene poi posto a capo della processione.

I fedeli attendono poi la notte del Sabato Santo, la risurrezione di Cristo. A Scicli, questa attesa viene vissuta con una profonda intensità, a Santa Maria La Nova si attende l’apparizione del Cristo Risorto, l’Uomo Vivo, U Gioia.

La Domenica di Pasqua porta a Scicli “Gioia”, la rinascita, una grande festa che dura sino alle prime ore del lunedì: la tradizionale processione dell’Uomo Vivo per le strade del Centro Storico della città che per l’occasione si riempiono di colori, di musiche e di profumi di garofani con i fedeli che esultano per la vittoria di Cristo sulla morte e per la speranza di una vita nuova. La Statua del Cristo Risorto viene portata a spalla da centinaia di portatori mentre la banda musicale suona l’Inno al Busacca.